Limiti di velocità variabili in autostrada: dall’1 ottobre cambia tutto in Spagna
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Redazione Economia
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Entrare in autostrada con un limite di 120 km/h e ritrovarsi, pochi chilometri dopo, obbligati a procedere a 40 km/h senza aver abbandonato la stessa strada. Dal 1° ottobre sarà possibile su alcuni tratti spagnoli, dove la Dirección General de Tráfico avvierà una sperimentazione basata sui limiti di velocità dinamici.
Non significa che il limite generale sulle autostrade iberiche venga abbassato: la novità riguarda inizialmente due arterie della Catalogna, AP-7 e AP-2, sulle quali sensori, telecamere e sistemi di elaborazione permetteranno di modificare la velocità massima consentita in funzione delle condizioni reali della circolazione.
Come funziona il sistema sulle due autostrade catalane
Sulla AP-7, una delle direttrici più trafficate del Paese, l’automazione adeguerà la marcia in base a densità di veicoli, incidenti o condizioni meteorologiche avverse, con riduzioni graduali che potranno scendere a 100, 80 o 60 km/h. Sulla AP-2, invece, il progetto si concentrerà sul tratto compreso tra Castelldans e Les Borges Blanques, in provincia di Lleida, una zona storicamente interessata da banchi di nebbia fitta. Qui la tecnologia abbasserà il limite in modo progressivo in base alla visibilità, potendo arrivare fino a 40 km/h nelle giornate più critiche.
Le indicazioni compariranno sui pannelli luminosi e saranno di obbligatorio rispetto, prevalendo sulla segnaletica fissa; chi supererà il limite mostrato in quel momento incorrerà nelle sanzioni previste per eccesso di velocità.
Il quadro italiano delle strade intelligenti
Mentre la Spagna avvia la fase sperimentale, in Italia il mercato delle smart road ha raggiunto un valore di 240 milioni di euro nel 2025, con un incremento del 17% rispetto all’anno precedente. La spinta è arrivata in larga parte dai progetti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che hanno imposto scadenze precise per la digitalizzazione dei trasporti.
Alla base di questa evoluzione c’è la tecnologia Vehicle-to-Everything, che consente ai veicoli di scambiare dati in tempo reale con l’infrastruttura circostante attraverso reti 5G e sensori avanzati, trasformando l’auto da entità isolata a nodo attivo di una rete intelligente.
Sensori e intelligenza artificiale sulle tratte italiane
Sulla Tangenziale di Napoli, il 10 aprile 2025, per la prima volta al mondo un’infrastruttura intelligente ha comunicato con un’auto a guida autonoma. Nello stesso contesto è stata sperimentata la funzionalità di Dynamic Speed Limit, che ha permesso di fornire in tempo reale ai veicoli connessi l’indicazione della velocità ottimale da mantenere lungo un tratto autostradale a traffico aperto, con l’obiettivo di prevenire la formazione di code e fluidificare la circolazione.
La Control Room del gruppo a Roma gestisce e analizza ogni anno circa 2,5 miliardi di dati, monitorando in modo capillare sia il traffico che lo stato delle infrastrutture.
I sistemi contro il contromano e i cantieri
Sul fronte della sicurezza, il Gruppo ASTM sta implementando un piano di installazione di sistemi di rilevamento automatico del contromano sviluppati da Sinelec. I dispositivi presidiano stabilmente i punti più soggetti a distrazione, come svincoli e rampe delle aree di servizio, e utilizzano telecamere intelligenti combinate a sensori radar: se un veicolo imbocca per errore una rampa nel senso di marcia opposto, si attivano immediatamente segnalatori visivi e acustici per allertare il guidatore, mentre la segnalazione viene trasmessa alla Centrale Operativa di competenza.
Sulla A21 Piacenza-Brescia sono stati installati 27 presidi, e sulla A4 Torino-Milano sono già operativi i primi impianti pilota, a cui faranno seguito altri 22 sistemi.
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