Graffiti antisemiti e statua di Wojtyla imbrattata a Roma: le reazioni politiche
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Redazione Interno
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Un atto di profanazione ha suscitato sdegno a Roma, dove la statua di San Giovanni Paolo II in piazza dei Cinquecento è stata imbrattata. Alcuni individui si sono arrampicati sul basamento, appendendo uno scialle palestinese e deturpando il monumento con scritte offensive contro il pontefice, il cui contributo al crollo dei regimi comunisti in Europa è storicamente acclarato. L’accaduto, scoperto dai carabinieri, è stato definito "indegno" senza mezzi termini dal presidente del Consiglio.
Scontri e graffiti di odio in via Merulana
La serata di tensioni non si è limitata a quell'oltraggio. Al termine di un corteo di solidarietà alla Palestina in piazza San Giovanni in Laterano, alcuni attivisti, giunti da diverse regioni, hanno dato vita a scontri in via Merulana. Approfittando della folla, hanno dato inizio a una guerriglia urbana. Sono inoltre comparsi graffiti antisemiti che affiancavano stelle di David a svastiche, oltre a scritte che istigavano all'impiccagione degli ebrei e inneggiavano ai terroristi responsabili degli assalti del 7 ottobre.
Le reazioni della politica
Le reazioni politiche alla vicenda sono state immediate. Il vicepremier Tajani ha parlso di “conseguenze dei cattivi maestri che ci sono anche in Parlamento”. Una critica ancora più netta è arrivata dal capogruppo di Forza Italia al Senato, il quale ha osservato che gesti come questo “sono le conseguenze delle iniziative e del linguaggio” del segretario della Cgil e di “capetti vari della sinistra”.
L'inchiesta in corso e un clima degenerato
L’inchiesta delle forze dell’ordine procede per identificare i responsabili di reati che spaziano dal vilipendio di un monumento all'apologia di terrorismo. Gli oltraggi appaiono come il sintomo di un clima che va oltre la legittima espressione di dissenso. La degenerazione in atti di teppismo e messaggi d’intolleranza segna una frattura preoccupante nel tessuto civile della città.




