Un ragazzo di quattordici anni si toglie la vita a Santi Cosma e Damiano, accusati i bulli e la scuola

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Paolo, un quattordicenne di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, si è tolto la vita nella sua cameretta poche ore prima di dovevasi rientrare a scuola dopo le vacanze. I genitori, Giuseppe Mendico e Simonetta La Marra, seduti nella cucina di casa loro, un luogo ormai segnato da un’assenza incolmabile, raccontano di un figlio “perseguitato” e “lasciato senza ascolto” nonostante le ripetute segnalazioni fatte all’istituto che frequentava.

La madre, in un colloquio straziante, ha rivelato come il ragazzo venisse sistematicamente insultato e deriso da alcuni compagni, i quali lo chiamavano “Paoletta” prendendo di mira la sua capigliatura lunga. “Era un bravo studente, molto rispettoso, sembrava d’altri tempi”, ha ricordato una concittadina, dipingendo il ritratto di un adolescente sensibile e fuori dagli schemi, la cui unica colpa pare essere stata quella di non omologarsi al gruppo.

La famiglia, che ora fatica persino a varcare la soglia della stanza del figlio, luogo ultimo e tragico del suo gesto, sostiene con fermezza di aver denunciato più volte le angherie subite da Paolo, auspicando che la verità emersa in queste ore non venga, come troppo spesso accade, “dimenticata”. La scuola, secondo la loro ricostruzione, sarebbe stata a conoscenza del clima di pesante vessazione ma non avrebbe intrapreso azioni sufficienti a proteggere lo studente, il quale aveva cominciato a manifestare un profondo disagio verso l’ambiente scolastico.

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