Bologna-Lecce, il tap-in di Freuler vale tre punti: Pessina para un rigore nel recupero

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Prosegue alle 18.00 la 32ª giornata di Serie A, e allo stadio Dall’Ara la posta in palio, per quanto concerne il Lecce, è davvero pesante. La salvezza passa da partite come queste, eppure il tecnico salentino, Di Francesco, deve fare i conti con qualche acciacco di formazione. Poco prima del fischio d’inizio, le aspettative si concentravano su un nome: quello di Gandelman, dato in dubbio e invece inizialmente sacrificato per Ngom a centrocampo. Dalla parte opposta, il tecnico del Bologna, Italiano, ha riservato una sorpresa non da poco tra i pali, dove al posto dell’atteso Ravaglia ha fatto il suo esordio dal primo minuto Pessina. Una scelta, questa, che profuma di turnover obbligato, considerando l’impegno infrasettimanale in Europa League contro l’Aston Villa, ma che rappresenta comunque un atto di fiducia notevole verso il secondo portiere. In avanti, a supportare l’unica punta Castro, i rossoblù schierano un trio di qualità composto da Orsolini e Cambiaghi sugli esterni, con Sohm a cucire le trame di gioco.

Il primo tempo regala subito emozioni e, si potrebbe dire, un evidente episodio di black-out difensivo. A fare la differenza, al minuto 26, è la freddezza del capitano del Bologna, Remo Freuler. L’azione nasce da un lancio lungo che inganna completamente la retroguardia giallorossa: Ndaba, convinto della posizione di fuorigioco di Castro, si ferma di colpo. Un errore gravissimo, perché Orsolini, che ha continuato l’azione, si ritrova libero di saltare il portiere Falcone e colpire la traversa, ma sulla ribattuta ecco l’inserimento vincente di Freuler, che firma il suo primo gol in campionato con un tap-in facile facile. Poco prima, però, il Lecce aveva avuto l’occasione più clamorosa del match: Stulic, lanciato a tu per tu con Pessina, si è fatto ipnotizzare dall’estremo difensore rossoblù calciando male e vanificando un’opportunità che avrebbe potuto cambiare il volto della partita. Da quel momento, la partita è cambiata, e il Bologna ha preso il controllo, sfiorando il raddoppio in chiusura di frazione con lo stesso Orsolini, fermato solo da un intervento decisivo di Falcone.

Prima del fischio d’inizio, c’erano almeno tre buone ragioni per credere in un possibile colpo esterno del Lecce. La prima, e forse la più statistica: il Bologna ha perso otto volte su quindici in casa in questa stagione, un dato che fa riflettere e che accomuna i felsinei proprio agli stessi salentini. La seconda, legata al contesto psicofisico: il Bologna arriva da una sconfitta pesante (1-3) in Europa League contro l’Aston Villa, con la gara di ritorno che incombe e che inevitabilmente distoglie l’attenzione dal campionato. La terza, infine, è puramente aritmetica e riguarda la corsa salvezza: la Cremonese ha perso il proprio match, e quindi allungare sulla diretta concorrente era un imperativo categorico per i ragazzi di Di Francesco. Eppure, alla prova dei fatti, sul terreno del Dall’Ara queste premesse sono saltate, complice la qualità superiore della rosa emiliana e una distrazione fatale.

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