Chi è Alessandro Coatti, il biologo ucciso e fatto a pezzi in Colombia
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Redazione Interno
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Alessandro Coatti, biologo molecolare di 42 anni originario di Portomaggiore, in provincia di Ferrara, è stato ritrovato morto domenica 6 aprile nei pressi dello stadio Sierra Nevada a Santa Marta, in Colombia. Il suo corpo, smembrato e riposto in una valigia, è stato scoperto lungo un sentiero periferico, in circostanze ancora avvolte nel mistero. La sua scomparsa risaliva a due giorni prima, quando aveva lasciato la città senza dare ulteriori notizie.
Formatosi alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove aveva conseguito la laurea in biologia con il massimo dei voti nel 2010 sotto la guida del professor Tommaso Pizzorusso, Coatti aveva proseguito gli studi all’University College di Londra, specializzandosi in neuroscienze. La sua carriera lo aveva portato a lavorare in diversi paesi, dall’Ecuador al Perù, fino alla Bolivia, sempre con un focus sulla ricerca in ambito naturalistico. Dal 2017 era membro della Royal Society of Biology, che lo ha ricordato con un messaggio in cui ne sottolineava la dedizione alla scienza.
«Era un idealista, un sognatore», ha dichiarato Pizzorusso, ancora scosso dalla notizia. La Normale di Pisa, dove Coatti aveva lavorato nel laboratorio Bio@SNS, ha espresso sconcerto per la tragica fine del ricercatore, la cui vita si è interrotta in modo così brutale da rendere difficile persino immaginarne le motivazioni.




