Altan e Zerocalcare al Comicon: "Il fumetto è libertà, non chiamateci maestri
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A Napoli, mentre il Comicon 2025 si avviava alla chiusura con un record di 183mila visitatori, due generazioni di fumettisti si sono ritrovate nella Sala Andrea Pazienza per parlare di satira, creatività e di come il disegno possa essere uno strumento di denuncia. Francesco Tullio Altan, fresco vincitore del premio "Maestro del Fumetto" – titolo che ha accolto con ironico imbarazzo – e Zerocalcare, autore del graphic novel "Quando muori resta a me" (Bao Publishing), eletto miglior fumetto dell’anno, hanno dialogato senza retorica, sottolineando come il linguaggio del fumetto sia, prima di tutto, libertà.
"Maestro è una parola che mi mette a disagio", ha detto Altan, che proprio in questi giorni festeggia i cinquant’anni di Pimpa, la cagnolina rossa nata nel 1975 sulle pagine del «Corriere dei piccoli» e destinata a diventare presto un musical. "Il fumetto è un mestiere che si impara ogni giorno, senza smettere di guardare il mondo con occhi curiosi". Zerocalcare, da parte sua, ha ribadito che il disegno non è mai un esercizio di stile fine a sé stesso: "Se c’è una missione, è quella di raccontare la realtà, anche quando fa male, ma senza perdere la fantasia".
L’evento, inserito in un programma fitto di anteprime e incontri – dall’esordio italiano del film "Werewolves" alla presentazione dell’ultimo album di Anastasio – ha confermato la vitalità del Comicon, che nella sua 25ª edizione ha superato ogni precedente affluenza. Tra gli ospiti anche Tanino Liberatore, mentre i cosplayer hanno animato gli spazi della fiera, trasformandola in un caleidoscopio di personaggi.
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