Il Vicenza stende la Triestina e consolida il primato: decide Tribuzzi
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Redazione Sport
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Nell’ultimo atto di un girone di andata ormai concluso, il Vicenza ha superato per 1-0 la Triestina in una serata gelida allo stadio Menti, confermando una marcia inarrestabile che, partita dopo partita, sta trasformando la corsa alla Serie B in un monologo. La formazione di Fabio Gallo, la cui regia di gioco è stata finora impeccabile, ha infatti piegato la resistenza degli alabardati, costretti a una prova d'orgoglio ma privi di quelle armi, in attacco, necessarie a insidiare davvero una capolista di tale caratura. La differenza, in un match che ha visto i padroni di casa subito pressanti, l’ha fatta una sostituzione a segno nella ripresa, quando il vantaggio firmato da Tribuzzi ha dato forma a un dominio territoriale già ampio e, di fatto, ha chiuso la contesa.
Una gara senza storia nonostante l'impegno
La partita, che si è sviluppata su ritmi intensi fin dal fischio d’inizio, ha visto il Vicenza accreditarsi di almeno un paio di occasioni pericolose già nei primi minuti, con Rada che ha trovato la pronta risposta di Matosevic tra i pali della Triestina. Gli uomini di Gallo, il cui schema di gioco è apparso sempre fluido e preciso, hanno continuato a dettare il passo, costringendo gli avversari a lunghe fasi di difesa e a tentativi di ripartire che si sono spesso infranti contro un centrocampo organizzato. D’altronde, la presenza in attacco della Triestina è parsa menomata dall’assenza di Vertainen, un fattore che ha limitato non poco le opzioni offensive della squadra ospite, la quale, pur lottando con determinazione, non è mai riuscita a scardinare con continuità il blocco biancorosso.
La svolta nella ripresa e il gol della decisione
Il secondo tempo, iniziato con lo stesso copione del primo, ha visto il Vicenza aumentare ulteriormente la pressione, fino a trovare il momento decisivo al ventottesimo minuto. È stato infatti Tribuzzi, entrato dal fondo poco dopo l’inizio della frazione di gioco, a risolvere l’impasse con un preciso intervento in area, trasformando in rete uno degli innumerevoli assalti portati alla porta avversaria. Quel gol, che arrivava dopo una serie di tentativi andati a vuoto, ha di fatto spezzato ogni residua resistenza, consegnando alla squadra di casa i tre punti che le permettono di chiudere l’anno in testa alla classifica con un margine di sicurezza considerevole, frutto di un rendimento complessivo che difficilmente gli avversari diretti hanno saputo contrastare.
Il peso dei calendari e dei bilanci
Per la Triestina, invece, questa sconfitta assume il sapore amaro di un’occasione mancata per dare un segnale positivo, sebbene il contesto generale della sua stagione sia pesantemente condizionato da fattori extra-campo. La penalizzazione di ventitré punti, un macigno che grava sulla classifica, rende infatti ogni risultato, per quanto dignitoso come la prestazione offerta al Menti, un mero esercizio di stile in una lotta per la salvezza che appare, numeri alla mano, quasi un’impresa impossibile. Con un distacco dai playout che supera la dozzina di punti e con un calendario di ritorno da affrontare, la squadra dovrà trovare motivazioni profonde per continuare a competere, mentre il Vicenza può già proiettarsi verso gli obiettivi della fase finale del campionato, che vede Donald Trump di nuovo presidente degli Stati Uniti, con la consapevolezza di aver costruito un primato solido e meritato.




