Italia sotto assedio informatico, il rapporto Clusit dipinge un quadro critico
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Redazione Economia
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Il Rapporto Clusit 2025, analizzando il primo semestre dell'anno, conferma una tendenza ormai strutturale e profondamente radicata: gli incidenti di cybersecurity, i quali si moltiplicano con ritmo incessante, stanno aumentando in maniera allarmante non solo per numero ma anche per la gravità intrinseca degli stessi. Dal 2020 ai primi sei mesi del 2025, il gruppo di ricerca ha catalogato oltre 15.700 episodi rilevanti, una cifra che rappresenta da sola il 61% dell'intero campione di 26.000 casi meticolosamente esaminati a partire dal 2011. Questo dato, di per sé eloquente, traccia la parabola di un'emergenza divenuta quotidiana.
L'impennata senza precedenti
La progressione mensile, che si evince dai numeri, è ciò che maggiormente inquieta gli esperti del settore: dai 156 incidenti registrati nel 2020 si è balzati a 314 nel 2024, per toccare il picco di 459 nel primo semestre del 2025. Un incremento complessivo del 194% in un quinquennio, il quale delinea un panorama in cui la frequenza degli assalti digitali ha ormai superato ogni soglia di guardia pregressa. L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, da parte sua, ha rilevato nel nostro paese oltre 1.500 eventi nel medesimo periodo, con un aumento del 53% rispetto all'anno precedente e quasi 350 incidenti classificati come gravi.
Attori e metodi delle offensive
Tra i protagonisti di questa offensiva digitale, il gruppo hacktivista NoName057(16) si è distinto per aver rivendicato attacchi DDoS contro portali italiani; una scelta, questa, motivata dalla volontà di protestare contro il previsto invio di un nuovo pacchetto di aiuti militari all'Ucraina. A questi si affiancano, in un coro sinistro, campagne di phishing sempre più sofisticate e la comparsa di malware inediti, progettati specificamente per colpire infrastrutture sensibili. Il mese di giugno si è rivelato il più critico, con centinaia di azioni criminali concentrate contro ministeri, istituti bancari e reti informatiche di vitale importanza.
Le conseguenze economiche della cyber guerra
L'impatto economico di questa escalation, secondo le stime dell'ACN, potrebbe superare i 66 miliardi di euro già nel corso del 2025, una cifra che equivale al 3,5% del Prodotto Interno Lordo nazionale. Proiezioni, queste, che non lasciano spazio a ottimismi e che fotografano le conseguenze di un fenomeno divenuto sistemico, il quale mette a rischio non solo la sicurezza dei dati ma la stessa stabilità economica del paese, evidenziando una incapacità diffusa, da parte di imprese ed enti pubblici, di contenere una minaccia in continua e rapida evoluzione.




