Michelle Gisin, stagione finita: confermata la rottura del crociato e del collaterale al ginocchio sinistro

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notizia, sospesa nell’aria da quando la sciatrice era stata trasportata via dalla pista, assume ora i contorni definitivi di una conferma che non ammette repliche. Dopo il primo intervento alla colonna cervicale e alla mano destra, necessari a stabilizzare le condizioni immediate della campionessa, l’aggiornamento medico diffuso da Swiss-Ski ha chiarito ogni dubbio residuo: l’infortunio riportato da Michelle Gisin nella caduta di giovedì scorso a Sankt Moritz comporta anche la rottura del legamento crociato anteriore e di quello collaterale del ginocchio sinistro. Un verdetto che, nella sua crudezza tecnica, sigla con un’evidenza inoppugnabile la fine anticipata della sua stagione agonistica.

L'incidente sulla Corviglia e il crollo di un sogno olimpico

Tutto si è consumato rapidamente durante il secondo training sulla neve della Corviglia, in un momento di scarsa visibilità che ha preceduto lo schianto. La dinamica, per quanto violenta, resta confinata nei referti medici, mentre ciò che emerge con forza è la brusca interruzione di un percorso. Quello stesso percorso che aveva portato la sciatrice elvetica, classe 1993, a fregiarsi per due volte consecutive del Titolo olimpico nella combinata, prima in Corea del Sud e poi in Cina, costruendo una figura di atleta completa e tenace. Un inverno che, nelle aspettative sue e dei tifosi, doveva essere un nuovo capitolo di gloria si è invece dissolto in un attimo, lasciando spazio a un lungo e inevitabile periodo di riabilitazione.

La reazione del compagno De Aliprandini tra la gara e l'ospedale

A pochi giorni di distanza dall’accaduto, le parole del compagno Luca De Aliprandini hanno offerto uno spaccato umano di quella che è una prova doppia, divisa tra il campo di gara e la preoccupazione per la persona amata. L’azzurro, reduce da gravi problemi familiari, ha infatti scelto di gareggiare nel gigante di Val d’Isère – chiudendo ventiseiesimo – solo dopo essere volato in Svizzera al fianco della Gisin, già operata, e aver ricevuto da lei l’esplicito incoraggiamento a tornare in gara. “Michelle ha voluto che io gareggiassi, mi ha dato tanta forza”, ha raccontato al sito della FISI, descrivendo un tour de force logorante e una condizione emotiva ovviamente non ottimale. Una testimonianza che, al di là del risultato sportivo, tratteggia la solidità di un legame messo a dura prova dalla sfortuna.

Il percorso che attende la campionessa svizzera

Ora per Michelle Gisin inizia una fase completamente diversa, fatta di fisioterapia e paziente ricostruzione. La pluralità degli interventi subiti – prima quello alla mano e al collo, ora quello al ginocchio che sarà necessario – delinea un quadro clinico complesso, il cui superamento richiederà mesi di lavoro dedicato. Se ne vanno, dunque, non solo le ambizioni per questa stagione, ma anche la semplice routine dell’atleta, sostituita dalla sfida di riconquistare piena funzionalità al proprio. Un compito che la sciatrice, data la sua storia di resilienza, affronterà con la determinazione che tutti le riconoscono, mentre il mondo dello sci si ritrova privato, suo malgrado, di una delle sue stelle più luminose.

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