Trump frena sui missili Tomahawk, Mosca intensifica l'offensiva a Pokrovsk
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Redazione Esteri
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Il presidente americano Donald Trump ha espresso forti riserve sulla possibilità di inviare all'Ucraina i missili da crociera Tomahawk, chiarendo, in una dichiarazione che ha immediatamente catturato l'attenzione internazionale, di non essere "sicuro di voler consegnare" quegli armamenti. Tale fornitura, che rappresenterebbe un salto di qualità nelle capacità offensive di Kyiv, consentendo di colpire obiettivi in profondità nel territorio russo, è stata dunque messa in pausa dalla Casa Bianca, la quale, pur non chiudendo del tutto la porta a una revisione futura della decisione, ha sottolineato la volontà di non alimentare un'ulteriore escalation del conflitto.
L'incalzare dell'offensiva russa
Mentre dalla politica estera americana giungevano segnali di cautela, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha tracciato un quadro a tinte fosche della situazione militare, denunciando l'intensità senza precedenti dei bombardamenti russi. "In una settimana", ha dichiarato, "1.500 droni d'attacco, 1.170 bombe aeree guidate e oltre 70 missili sono stati utilizzati dai russi per attaccare la vita in Ucraina". Una campagna di logoramento, la sua, che prosegue senza sosta, come dimostrato dalla nuova raffica di bombardamenti sferrata alle prime ore di oggi, lunedì 3 novembre 2025, durante la quale sono stati impiegati, tra gli altri, anche i temibili missili ipersonici Kinzhal.
La battaglia cruciale per Pokrovsk
Proprio nel Donetsk, la città di Pokrovsk è diventata l'epicentro di aspri combattimenti, con Mosca che ha riferito di significativi progressi delle proprie truppe. Il controllo di questa località, oltre a rivestire un'importanza logistica fondamentale per le linee di rifornimento, possiede un elevato valore simbolico per le sorti dell'intero settore orientale. Secondo l'analista militare Oleg Starikov, ex colonnello del Sbu, la caduta di Pokrovsk potrebbe innescare il collasso del fronte est; egli stima che i tremila soldati ucraini asserragliati nella zona, impossibilitati a ritirarsi, rischierebbero di subire perdite devastanti, con una prognosi che ne prevede la sopravvivenza per "uno su dieci". Operazioni speciali, come lo sbarco di uomini da elicottero avvenuto recentemente, vengono interpretate come tentativi di intelligence per sostenere una difesa sempre più complessa.
Il Cremlino e gli aiuti occidentali
Dal canto suo, il Cremlino ha minimizzato l'urgenza di un eventuale incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump, definendolo "possibile, ma ora non serve". Intanto, per far fronte all'incessante pioggia di fuoco, l'Ucraina continua a potenziare le sue difese antiaeree. Zelensky ha pubblicamente ringraziato la Germania e il cancelliere Merz per l'arrivo di ulteriori sistemi Patriot, annunciando di aver "rafforzato la componente Patriot" dello scudo che protegge il cielo del paese.




