Il Galatasaray scrive la storia, Chieri cede nella bolgia di Istanbul: la Cev Cup vola in Turchia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quarantasei lunghe, interminabili stagioni di attesa e tre finali perse (nel 2012 contro Busto Arsizio, nel 2016 contro la Dinamo Krasnodar e nel 2021 ancora contro un’italiana, Monza) si sono trasformate, sul parquet del Burhan Felek Voleybol Salonu, in un boato liberatorio. Il Galatasaray Istanbul ha infatti vinto la CEV Cup 2026, la seconda competizione europea per club più prestigiosa dopo la Champions League, spezzando un digiuno che durava da troppi anni. Davanti a un pubblico che ha letteralmente gremito gli spalti – si parla di circa 4.600 spettatori – le ragazze guidate in panchina dall’ex tecnico biancoblù Alberto Bigarelli hanno ribaltato l’andamento insidioso della doppia sfida, imponendosi con un secco 3-1 nella finale di ritorno dopo il sofferto 3-2 dell’andata al Pala Gianni Asti di Torino.

La rimonta mancata di Chieri, tra grinta e capitolazione

Le piemontesi della Reale Mutua Fenera Chieri ’76, giunte alla loro quarta finale europea consecutiva (dopo il successo in Challenge Cup nel 2023 e in CEV Cup nel 2024), sono arrivate in terra turca con il sogno del ribaltone nel cassetto. Un sogno che, a guardare i parziali, è sembrato a tratti concretizzarsi: nella prima frazione le ragazze di Negro hanno dato filo da torcere alle avversarie, strappando il set ai vantaggi per 25-27 e facendo sperare in una notte da giganti. Nel secondo parziale, Chieri è addirittura volata sul 19-21, a un passo dal raddoppio che avrebbe messo la serie in forte salita per le padrone di casa. E invece, come spesso accade in questi palcoscenici infuocati, l’inerzia è cambiata in un amen. Il Galatasaray ha stretto la morsa a muro (schiantando al suolo ben 10 attacchi avversari contro i soli 6 italiani), trovando in Ilkin Aydin e nella giovanissima Alexia Carutasu le giustiziarie di turno. La formazione turca ha così messo la freccia, chiudendo il secondo set 25-22 e dilagando poi nei successivi due con un doppio 25-18 che ha spento ogni velleità di rimonta.

Myriam Sylla, stella azzurra che brilla sotto la Mezzaluna

A fare la differenza, tra le fila delle padrone di casa, c’è anche tanto orgoglio tricolore. Myriam Sylla, campionessa olimpica e ormai lontana dai riflettori del campionato italiano (attratta, è innegabile, dagli investimenti e dalla competitività del volley turco), ha infatti alzato al cielo un altro trofeo pesante. Con la casacca giallorossa, l’azzurra ha messo a referto una prestazione solida, contribuendo in maniera decisiva al giro di boa che ha portato il club istambuliota sul tetto d’Europa. Sylla, che ha lasciato l’Italia per cercare nuove sfide, trova così la sua personale rivincita in una competizione che mancava nella sua bacheca personale, confermandosi una di quelle atlete che riesce a trascinare le compagne anche nei momenti più concitati della gara.

Le ex di turno e la maledizione spezzata

Il destino, si sa, ama giocare a incroci. Tra le file del Galatasaray, a festeggiare il primo storico alloro europeo, ci sono anche altre due ex conoscenze del volley italiano: Frantti e Grobelna, quest’ultima in particolare molto legata alle sue radici piemontesi. Per loro, così come per l’intero sestetto turco, questa vittoria ha il sapore della liberazione. Era dal lontano 2022 che un club turco non vinceva questa specifica coppa (allora fu l’Eczacibasi), ma soprattutto era da una vita che il Galatasaray inseguiva questo specifico risultato. Chieri, dal canto suo, esce dal Burhan Felek Salonu a testa alta: la sconfitta nel doppio confronto non cancella il valore di un percorso netto, anche se il rammarico per l’occasione mancata, quella di trascinare la gara al golden set dopo un avvio così sprint, resta e resterà a lungo nell’aria.

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