Borse europee in rally, Milano 0,8%: energia giù, tech e banche spingono
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Redazione Economia
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La tregua nei rapporti tra Stati Uniti e Iran ha acceso i riflettori sui mercati del Vecchio Continente, regalando ai listini una seduta all'insegna del rialzo in un clima di distensione internazionale che, complice il brusco calo del prezzo del petrolio, ha innescato un evidente sollievo tra gli investitori.
L'indice paneuropeo Stoxx 600, che racchiude il meglio delle performance continentali, archivia la giornata con un progresso dello 0,6% circa, sostenuto da un vento favorevole che soffia anche oltreoceano, dove i future sui principali indicatori americani viaggiano in netta positività, con il comparto tecnologico pronto a giocare un ruolo da protagonista.
E proprio sul fronte valutario, l'euro si riprende terreno nei confronti del biglietto verde, attestandosi a 1,1397 dollari, in un movimento che accompagna la ripresa dell'appetito per il rischio e che spinge gli operatori a guardare con maggiore fiducia a una settimana densa di appuntamenti finanziari di primaria importanza.
Il greggio in picchiata e il crollo del gas trainano i listini
La notizia che ha fatto da volano ai mercati è stata senza dubbio la sospensione delle ostilità militari in Medio Oriente, un elemento che ha permesso ai prezzi del greggio di subire una vera e propria scivolata verso il basso, con il barile che ha perso oltre il 7% toccando quota 85 dollari; parallelamente, il costo del gas naturale ha registrato un tracollo altrettanto vistoso, scendendo fino a 58,4 euro al megawattora e alleggerendo in modo significativo le pressioni inflazionistiche che avevano caratterizzato le ultime settimane.
La flessione delle materie prime energetiche ha agito come un catalizzatore positivo per i listini azionari, consentendo ai principali indici europei di mettere a segno performance incoraggianti, con Piazza Affari che ha guadagnato lo 0,8%, trainata dai comparti bancario e tecnologico mentre, in netta controtendenza, i titoli del settore energia hanno subito un duro colpo, come nel caso di Eni che ha ceduto il 4%.
A Francoforte il DAX si è distinto come il migliore tra i mercati continentali, mettendo a segno un balzo dell'1,5%, mentre sia Parigi che Londra hanno confermato il clima positivo con progressi nell'ordine dello 0,7%, confermando la fiducia di una partenza di settimana che non può nascondere alcune ombre all'orizzonte.
L'attenzione è puntata sulle big tech statunitensi
Se gli operatori hanno accolto con favore il rallentamento delle tensioni geopolitiche, gran parte delle loro attenzioni resta comunque concentrata sugli Stati Uniti, dove questa settimana si preannuncia come cruciale per il mercato azionario a stelle e strisce, in particolare per il comparto tecnologico che si appresta a pubblicare i risultati trimestrali di alcune delle aziende più influenti del pianeta.
Mercoledì sarà il turno di due colossi come Microsoft e Mera, mentre giovedì toccherà ad Apple e Amazon sfilare davanti agli investitori, con il settore dell'intelligenza artificiale che rimane al centro del dibattito e che potrebbe determinare la tenuta o meno delle attuali valutazioni di mercato.
Non a caso, la fiducia delle imprese tedesche ha mostrato segnali di miglioramento, un dato che alimenta le speranze di una ripresa economica più solida e che si riflette sul differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi, con lo spread Btp-Bund che si è attestato a quota 79 punti base, un livello che denota una certa serenità sui mercati obbligazionari.
L'eventuale corsa alle nuove tecnologie e il loro impatto sulle performance societarie saranno determinanti per il proseguimento di questa fase rialzista, in un contesto in cui la cautela non manca ma l'ottimismo sembra prevalere almeno per il momento.
Piazza Affari sospinta da banche e fusioni
Scendendo nel dettaglio di Piazza Affari, la seduta ha messo in luce un netto dualismo tra i settori, con il comparto energetico in forte sofferenza a causa del crollo del greggio ma con le banche che hanno raccolto il testimone della corsa al rialzo, spingendo l'indice milanese verso l'alto.
In particolare, i titoli di Banco Bpm e Mps hanno registrato un progresso dell'1%, alimentato da indiscrezioni di stampa secondo le quali, durante il fine settimana, i rispettivi consigli di amministrazione dovrebbero essere convocati in seduta straordinaria per valutare un'eventuale fusione concordata, una mossa che avrebbe il sapore di una controffensiva strategica nei confronti dell'opas totalitaria lanciata da Intesa Sanpaolo.
L'operazione, se confermata, ridefinirebbe gli equilibri del sistema bancario italiano e rappresenterebbe un tentativo di creare un polo alternativo in grado di contrastare le mire espansionistiche del maggiore istituto di credito nazionale, in un mercato che osserva con attenzione gli sviluppi di questa partita a scacchi.
In questo quadro, la propensione al rischio ha trovato nuovo slancio, favorita anche dal recupero dell'euro che si è portato a 1,1397 dollari, e dalla generale distensione che, almeno per oggi, ha permesso ai listini di respirare dopo le tensioni delle settimane precedenti, in attesa dei prossimi capitoli che potrebbero riservare ulteriori colpi di scena.
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