Tumore del pancreas non operabile, al Gemelli la prima cura con colla radioattiva

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Al Policlinico Gemelli di Roma è stato eseguito il primo trattamento al mondo con una colla radioattiva per un tumore del pancreas non operabile. La procedura ha riguardato una paziente con adenocarcinoma duttale del pancreas localmente avanzato e ha utilizzato una speciale colla biologica contenente particelle di Ittrio-90, iniettata direttamente nella massa tumorale.

Il trattamento è stato realizzato dal professor Roberto Iezzi, direttore della Radiologia interventistica della Fondazione Policlinico Gemelli, nell’ambito di un trial internazionale che valuta l’impiego della tecnologia come terapia neoadiuvante, cioè finalizzata a creare condizioni più favorevoli per un successivo percorso terapeutico. L’innovazione nasce dalla piattaforma YntraDose, sviluppata dalla biotech italiana BetaGlue Therapeutics con il coinvolgimento della Fondazione Tech e Biomedical.

Come funziona la nuova radioterapia interna

La tecnica punta a portare la sorgente radioattiva direttamente all’interno del tumore, evitando una distribuzione più ampia delle radiazioni nei tessuti circostanti. La procedura prevede l’iniezione percutanea di microsfere contenenti Ittrio-90, un radionuclide che emette radiazioni beta, mantenute nella posizione desiderata grazie a una matrice adesiva biocompatibile.

La particolarità della tecnologia consiste nella combinazione tra il materiale radioattivo e la componente adesiva: la “colla” consente alle microsfere di rimanere concentrate nella sede di applicazione, con l’obiettivo di rilasciare una dose mirata direttamente sulla lesione. Il trattamento viene eseguito attraverso un ago inserito nella parete addominale sotto guida radiologica, senza ricorrere a un intervento chirurgico tradizionale.

La sperimentazione sul tumore pancreatico avanzato

Il trial internazionale riguarda pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico localmente avanzato e non resecabile, una condizione nella quale la rimozione chirurgica del tumore non è possibile al momento della diagnosi. Il progetto del Gemelli valuta la fattibilità della terapia e il suo utilizzo insieme ai trattamenti standard già impiegati contro questa forma della malattia.

YntraDose era stata sviluppata come piattaforma di terapia locoregionale per tumori solidi difficili da trattare. L’approccio sfrutta un principio già utilizzato in altri ambiti della medicina nucleare, cioè l’impiego di radionuclidi capaci di colpire selettivamente il tessuto tumorale, ma modifica la modalità di somministrazione portando il materiale radioattivo direttamente nella massa neoplastica.

Il ruolo della ricerca italiana nella nuova tecnologia

BetaGlue Therapeutics ha sviluppato il dispositivo con l’obiettivo di applicare una forma di radioterapia mirata attraverso un sistema minimamente invasivo. La tecnologia YntraDose è stata sostenuta anche da investimenti destinati allo sviluppo della piattaforma biomedica italiana, con l’obiettivo di portare la sperimentazione clinica verso nuove applicazioni oncologiche.

Il Policlinico Gemelli partecipa al progetto insieme ad altri centri coinvolti nella ricerca sulla terapia oncologica di precisione.

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