Call of Duty: Black Ops su PS5, Digital Foundry boccia il porting: "Risoluzione e prezzo deludenti"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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I nuovi porting di Call of Duty: Black Ops e del suo sequel, Black Ops 2, approdati su PlayStation 4 e PlayStation 5, continuano a sollevare un polverone che va ben oltre il semplice ritorno di due titoli amati dagli appassionati. Se già il prezzo di vendita, fissato a un livello piuttosto alto per delle riedizioni, aveva fatto storcere il naso a molti giocatori, è ora l'analisi tecnica condotta da Digital Foundry ad alimentare la polemica.
Il celebre collettivo di esperti di performance videoludiche ha infatti definito il lavoro svolto da Activision come uno dei porting più deludenti degli ultimi tempi, un giudizio pesante che getta un'ombra sulla strategia di marketing dell'azienda.
Risoluzione bloccata a 1080p e assenza di anti-aliasing
Secondo il verdetto stilato dagli analisti di Digital Foundry, la versione per PS5 del primo Call of Duty: Black Ops si presenta con un comparto tecnico che appare fermo a un decennio fa. Il titolo gira a una risoluzione di 1080p, senza alcun supporto per il 4K e, cosa ancora più grave, senza alcuna forma di anti-aliasing che possa smussare i bordi frastagliati degli oggetti sullo schermo. Si tratta di un'offerta che, a conti fatti, non sfrutta minimamente la potenza bruta della console next-gen, limitandosi a un semplice upscaling della risoluzione che non nasconde le rughe del tempo.
L'unico vero intervento tecnico, se così si può chiamare, riguarda il passaggio dai 720p delle edizioni originali per PlayStation 3, risalenti al 2010 e al 2012, agli attuali 1080p.
Problemi di input lag e prestazioni: come intervenire
Nonostante il quadro tecnico delineato sia piuttosto desolante, giocare a questi due capitoli della serie su PlayStation 5 può comunque rivelarsi un'esperienza piacevole per i fan della prima ora, grazie al frame rate stabilizzato a 60 fotogrammi al secondo. Tuttavia, diversi utenti hanno segnalato sul web la comparsa di fastidiosi problemi legati all'input lag, a improvvisi rallentamenti del frame rate o a scatti durante le fasi più concitate del gameplay, che minano l'immersione nel gioco.
Per chi volesse provare a risolvere o quantomeno attenuare questi difetti, è possibile intervenire agendo sulle impostazioni della console. Dal menu principale di PlayStation 5, accedendo alla sezione Impostazioni e poi a quelle dedicate al sistema e al gameplay, si possono modificare parametri come la priorità delle prestazioni o la gestione del segnale HDR, che a volte possono entrare in conflitto con il codice datato dei due giochi.
Le funzioni mancanti e il prezzo fuori mercato
Fin dal primissimo annuncio, avvenuto lo scorso mese per bocca di Treyarch con la promessa di un rilascio a luglio, molti appassionati avevano sperato in un trattamento più curato. L'arrivo a sorpresa dei due porting sul PlayStation Store, avvenuto ormai alcune settimane fa senza alcun preavviso, ha invece spento ogni illusione. Come era facilmente prevedibile, ci si trova di fronte a un'operazione commerciale che punta sulla nostalgia più che sul rinnovamento tecnologico.
Mancano all'appello funzionalità ormai considerate imprescindibili per un gioco su PS5, come il supporto ai 120Hz per i monitor ad alto refresh rate e il modificatore del campo visivo (FOV), strumenti che avrebbero potuto giustificare in parte l'esborso economico richiesto.
Il giudizio senza appello di Digital Foundry
Digital Foundry è stata categorica nel suo giudizio: le novità introdotte sono minime, irrisorie se paragonate al prezzo di listino, e non rappresentano assolutamente un salto generazionale. La prestazione su PS5, di fatto, è paragonabile a quella che si potrebbe ottenere eseguendo il gioco tramite retrocompatibilità, ma con il plus per Activision di poterlo rivendere a prezzo pieno.
L'assenza di un lavoro di ottimizzazione profonda, di texture rinnovate o di un comparto tecnico aggiornato rende questi porting un'occasione sprecata, un'operazione che sa più di speculazione commerciale che di reale omaggio alla storia del franchise, lasciando gli appassionati con l'amaro in bocca e la sensazione di aver speso soldi per un prodotto non all'altezza delle aspettative moderne.




