Verona e Udinese si spartiscono un punto prezioso, Orban risponde ad Atta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella partita che chiudeva la ventiduesima giornata di Serie A, l’Hellas Verona e l’Udinese si sono separate sul punteggio di 1-1 in un confronto che, seppur non di altissima fattura tecnica, ha assunto un peso specifico notevole per le rispettive classifiche. L’incontro, diretto da Gianluca Manganiello, ha visto i padroni di casa partire con un’impostazione a sorpresa del loro allenatore, il quale ha scelto di affidare la porta a Perilli lasciando in panchina il titolare Montipò, una decisione che ha inevitabilmente attirato l’attenzione degli addetti ai lavori e dei tifosi, sempre più sensibili a scelte tecniche in un momento così delicato della stagione.

Il vantaggio iniziale dei veneti e la pronta reazione bianconera

È stato il veronese Lorenzo Atta, servito da una giocata di Davis sulla cui regolarità sono sorti poi alcuni dubbi prontamente sanzionati dall’assistente dell’arbitro, a portare in vantaggio i gialloblù. Una conclusione precisa, sulla quale il portiere Perilli si è lanciato senza però riuscire a opporsi, che ha scaldato un Bentegodi non particolarmente affollato ma consapevole dell’importanza dei tre punti. La gioia per i locali, però, è durata pochissimo. L’Udinese, infatti, ha mostrato carattere riagganciando immediatamente il match grazie a un’azione insistita sulla fascia destra, dove Sarr è riuscito a trovare lo spazio per un cross che Gift Orban, con un eccellente controllo palla in area, ha gestito proteggendosi dai contrasti di Kristensen e Solet per poi battere Okoye con un preciso sinistro sul primo palo.

Un equilibrio tattico senza grandi emozioni

Dopo il pareggio, la partita è scivolata in una fase di maggiore equilibrio, con entrambe le squadre attente a non esporsi troppo e a cercare la superiorità numerica soprattutto nelle fasce laterali. Tentativi come quello da lontana distanza di Karlstrom, che ha sfiorato l’incrocio dei pali, o il sinistro di Bernede respinto dalla difesa, non hanno turbato più di tanto i due portieri. Una partita, dunque, giocata molto sui reciproci studi tattici, dove le formazioni – il Verona con il suo 3-5-2 e l’Udinese con un 3-5-1-1 – si sono spesso annullate, limitando le occasioni da gol vere e proprie a pochi episodi isolati.

Il punto che lascia insoddisfazione in entrambi gli spogliatoi

Il risultato finale, se da un lato interrompe una serie negativa per i friulani, dall’altro non sembra giovare completamente a nessuna delle due. Per il Verona, in particolare, il punto guadagnato in casa contro una diretta concorrente rischia di pesare come un macigno in una zona classifica pericolosissima, dove le altre squadre impegnate nella lotta per non retrocedere hanno mostrato di saper vincere le loro partite. L’atmosfera che si respira nel capoluogo scaligero, del resto, è quella di una piazza percorsa da un comprensibile nervosismo, con un mercato invernale che non ha portato quel rinforzo in grado di cambiare marcia alla squadra e con la sensazione di aver sprecato un’occasione importante proprio nel momento in cui era più necessario aggrapparsi a tutti i punti disponibili.

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