Alfonso Signorini nega ogni addebito in procura: "Calunnie, nessun abuso"

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Alfonso Signorini ha fornito ieri una versione dei fatti radicalmente opposta a quella del suo denunciante, durante un interrogatorio protrattosi per circa tre ore presso la Procura di Milano. Il conduttore televisivo, il cui nome è iscritto nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione a seguito di una querela, si è presentato spontaneamente agli investigatori, accompagnato dai suoi legali. Con un atteggiamento descritto come fermo, ha categoricamente respinto ogni accusa muovagli dall'ex concorrente del "Fratello Vip", Antonio Medugno, definendo l'intera ricostruzione una calunnia. La sua deposizione, che segna un momento cruciale nell'inchiesta nata dalle rivelazioni di Fabrizio Corona nel programma "Falsissimo", mira a smontare pezzo per pezzo la narrazione che lo dipingerebbe come autore di gravi illeciti.

Il contraddittorio con le dichiarazioni di Medugno

Le dichiarazioni rese in procura si pongono in netto, insanabile contrasto con quanto affermato pubblicamente da Antonio Medugno. Quest'ultimo, in un recente intervento sui social network, aveva infatti precisato di non aver mai avuto rapporti intimi con Signorini, pur ammettendo, con parole che hanno alimentato il dibattito pubblico, di aver gestito male la situazione e di essersi successivamente sottoposto a un percorso terapeutico della durata di quattro anni. "Sono andato lì per chiarire, per dimostrare che valori avessi", aveva specificato Medugno, sottolineando come la sua ingenuità non equivalga a un consenso. Una dinamica, questa, che il conduttore ha completamente ribaltato nel corso del suo confronto con i magistrati, sostenendo di non aver mai esercitato pressioni, né di carattere sessuale né tantomeno economico, ai danni del giovane.

La difesa legale attacca lo "scempio mediatico"

A rafforzare la linea dell'incolpevolezza è intervenuta, con toni molto duri, l'avvocato difensore Daniela Missaglia. La penalista, che assiste Signorini insieme al collega Domenico Aiello, ha parlato esplicitamente di uno "scempio mediatico" costruito attorno alla vicenda, una campagna che avrebbe reso insostenibile la posizione professionale del suo assistito. "In quest’ottica non può proseguire quello che stava facendo in TV", ha dichiarato l'avvocato, lasciando intendere come il peso delle accuse, indipendentemente dalla loro fondatezza giudiziaria, abbia già avuto conseguenze concrete sulla carriera del giornalista. Le dichiarazioni della legale pongono l'accento sulle ricadute extra-giudiziarie del caso, denunciando un meccanismo che, a loro dire, ha condannato pubblicamente l'uomo prima di qualsiasi accertamento in sede penale.

I prossimi passi dell'indagine

Il quadro processuale, dopo l'audizione di ieri, si presenta ora come un classico "conflitto di versioni", dove la parola di un soggetto si scontra frontalmente con quella di un altro. Gli investigatori dovranno quindi valutare la credibilità delle diverse testimonianze, cercando eventuali riscontri oggettivi o elementi corroboranti che possano far pendere l'ago della bilancia da una parte o dall'altra. L'indagine, partita dalle dichiarazioni di Corona e concretizzatasi con la denuncia di Medugno, entra dunque in una fase delicatissima, dove ogni elemento acquisito sarà cruciale per definire i contorni giuridici di una storia che ha travalicato i confini della cronaca giudiziaria per diventare un caso nazionale. La procura, che non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali a seguito dell'interrogatorio, procede ora all'esame di tutti gli atti a disposizione.

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