Fibercop: approvato il budget 2025, ma restano le tensioni
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Redazione Economia
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Mentre il consiglio di amministrazione di Fibercop, guidato da Massimo Sarmi, ha approvato all’unanimità il budget per il 2025, le fibrillazioni tra gli azionisti continuano a serpeggiare, alimentate soprattutto dalle posizioni del principale investitore, il fondo americano Kkr. La società, che gestisce l’ex rete in rame di Telecom Italia, ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 3,9 miliardi di euro e margini operativi netti, escludendo le componenti straordinarie, a 1,9 miliardi. Numeri che, seppur provvisori, sembrano in linea con le performance della precedente gestione Tim.
La struttura azionaria di Fibercop, che vede Kkr al 37,8%, il ministero dell’Economia al 16%, il fondo pensione canadese Canada Cpp e il fondo sovrano di Abu Dhabi Adia entrambi al 17,5%, e il fondo infrastrutturale italiano F2i all’11,2%, è stata al centro di tensioni negli ultimi mesi. Le indiscrezioni, riportate anche dal Financial Times e poi smentite, su un presunto ammanco di 450 milioni di euro di EBITDA avevano alimentato polemiche, ora apparentemente sopite dopo l’approvazione del budget.
L’obiettivo dichiarato per il 2025 è portare la fibra ottica in 2 milioni di case, un traguardo ambizioso ma in linea con il piano pluriennale della società. Tuttavia, rimane un punto interrogativo: quando verrà reso pubblico nel dettaglio questo piano? La mancanza di trasparenza su questo aspetto ha contribuito a mantenere vivo il dibattito tra gli stakeholder, in particolare Kkr, che ha rilevato la rete fissa di Tim lo scorso luglio e prevede un fatturato di 4,2 miliardi entro il 2031, partendo da un valore di 3,9 miliardi nel 2023.
I risultati del 2024, comunicati ieri, escludono dal conteggio Telenergia, una scelta che ha suscitato qualche perplessità tra gli osservatori. Nonostante ciò, Fibercop sembra aver superato, almeno temporaneamente, le critiche più aspre, anche grazie all’unanimità con cui il Cda ha approvato i dati finanziari. Resta da vedere come evolverà il rapporto tra gli azionisti, in particolare tra Kkr e gli altri investitori, che dovranno trovare un equilibrio tra interessi finanziari e obiettivi strategici.




