Ue valuta Draghi o Merkel come mediatori con Putin
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Redazione Esteri
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I governi dell’Unione Europea stanno discutendo la possibilità di nominare Mario Draghi o Angela Merkel come rappresentanti del blocco per negoziare direttamente con Vladimir Putin. La proposta emerge mentre i ministri degli Esteri si preparano a un incontro a Cipro la prossima settimana, destinato ad aggiornare la politica europea verso la Russia. Dallo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, i canali diplomatici con Mosca sono rimasti largamente chiusi, con solo sporadici tentativi di dialogo, in linea con il sostegno all’Ucraina.
Il ruolo di Draghi e Merkel nei potenziali colloqui
Mario Draghi, ex premier italiano e presidente della Bce, e Angela Merkel, ex cancelliera tedesca, sono stati indicati come i principali candidati per aprire un canale diplomatico con Mosca. Secondo quanto riportato dal Financial Times, i governi europei stanno valutando l’istituzione di un inviato congiunto dell’Ue, con l’obiettivo di creare un contatto formale con il Cremlino chiuso dal febbraio 2022. La scelta di figure di alto profilo riflette la delicatezza della situazione e l’importanza politica di ogni dialogo con il leader russo.
Tempistiche e contesto della decisione europea
La decisione di considerare Draghi o Merkel avviene alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri a Cipro, dove si discuteranno aggiornamenti sulla strategia europea nei confronti della Russia. L’idea di un coinvolgimento europeo nei colloqui è stata accolta favorevolmente sia da Washington che da Kiev, suggerendo una convergenza internazionale sul ruolo dell’Ue come mediatore. L’apertura di Mosca, manifestata dallo stesso Vladimir Putin durante le celebrazioni del 9 maggio, ha reso possibile una riflessione più concreta sulla ripresa dei contatti diplomatici.
Le incognite sul contenuto dei colloqui
Se parlare con Putin non è più un tabù nell’Ue, il nodo rimane sui contenuti della conversazione. Dopo le dichiarazioni di apertura reciproche tra Antonio Costa e il presidente russo, i Ventisette si confrontano ancora sulle priorità da portare al tavolo, tra questioni di sicurezza, pace in Ucraina e gestione dei rapporti diplomatici con Mosca. La discussione a Cipro dovrà definire non solo chi parlerà per l’Europa, ma anche quali messaggi concreti e coerenti trasmettere al Cremlino in questo delicato contesto internazionale.




