Verstappen scorretto? Hill, "Non sa correre lealmente. E la Red Bull lo tutela"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Max Verstappen, noto per la sua abilità e aggressività in pista, è nuovamente al centro delle polemiche. Negli ultimi giorni, l'olandese su Red Bull ha attirato l'attenzione non per i suoi successi, ma per le manovre oltre il lecito con cui si è difeso contro Lando Norris durante il Gran Premio del Messico, incassando una penalità di 20 secondi. Questo comportamento è stato duramente criticato da Damon Hill, campione del mondo di Formula 1 nel 1996, che ha accusato Verstappen di non sapere gareggiare correttamente.
Hill, senza mezzi termini, ha paragonato Verstappen a Dicky Dastardly, un personaggio immaginario noto per la sua partecipazione alla serie Wacky Races, sottolineando come il comportamento del pilota olandese sia pericoloso e non conforme alle regole dello sport. La faida tra i due è esplosa pochi giorni fa, quando Hill ha criticato aspramente l'atteggiamento e la condotta di gara di Verstappen, in particolare dopo l'ennesimo episodio controverso con Norris.
La vittoria di Carlos Sainz e il terzo posto di Leclerc nel GP del Messico hanno certamente fatto felici i tifosi della Ferrari, che ora sognano il sorpasso definitivo su McLaren nella lotta al titolo costruttori. Tuttavia, le polemiche intorno a Verstappen non si sono placate. Johnny Herbert, ex pilota di Formula 1 e attuale commissario di gara per la FIA, ha risposto alle accuse di Jos Verstappen, padre di Max, che aveva incolpato la direzione di gara del Messico di aver penalizzato il figlio solo perché antipatico.
Herbert ha definito queste accuse come sciocchezze, ribadendo che le decisioni prese dalla FIA seguono linee guida concordate con tutti i team. Secondo Herbert, la penalità inflitta a Verstappen non è stata neanche severa, ma giusta e conforme alle regole.




