Il calcio italiano tra ripescaggi lunari e il commissariamento che spaventa i big di serie a

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A fine partita, Rino Gattuso ha gli occhi piccoli e lo sguardo basso, e definirlo triste – in un momento in cui la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale di Canada, Stati Uniti e Messico pesa come un macigno – sarebbe persino riduttivo. Lui stesso, raccontano, ha confessato che se gli facessero una puntura non uscirebbe niente, un’immagine potentissima per descrivere un senso di vuoto che è difficile non condividere, almeno per un attimo. Gli vogliamo bene, a Gattuso, e quella bocca che gli si abbassa all’unisono con la nostra ci provoca una lieve, fugace commozione. Dura poco, però, questa tenerezza: perché c’è una parte del suo discorso che ci suona lunare, capace di farci infuriare ancora più della sconfitta, tanto da farci dimenticare in fretta l’empatia di pochi secondi prima.

Figc, la nuova strada del commissariamento che mette nel mirino i club più potenti

La débâcle che ha escluso l’Italia dalla rassegna iridata nordamericana ha scatenato l’ennesima rivoluzione dentro la Federcalcio. Le dimissioni di Gravina hanno ufficialmente aperto la corsa alle elezioni per il nuovo numero uno, in programma il 22 giugno, ma sullo sfondo si muove un’altra partita, più sotterranea e forse più decisiva. Il ministro dello Sport, Andrea Abodi, da subito favorevole al commissariamento, non vedrebbe di buon occhio la candidatura di Malagò; e questa posizione, se portata fino in fondo, rischierebbe di mettere in seria difficoltà i grandi club della Serie A, oltre a condizionare il futuro della Nazionale. Una strada, quella del commissariamento, che eviterebbe il voto ma aprirebbe scenari di potere complessi, con i vertici delle società di calcio chiamati a difendere i propri interessi in un’estate già bollente.

Il sogno del ripescaggio: l’Italia punta sul forfait dell’Iran (ma la logica dice altro)

Dopo la sconfitta in finale playoff contro la Bosnia, agli azzurri resta un’unica, flebile speranza: quella del ripescaggio. L’ipotesi, per quanto remota, si regge sul possibile forfait dell’Iran, la cui guerra con gli Stati Uniti – che ospitano il torneo insieme a Canada e Messico – potrebbe spingere Teheran al ritiro. La Fifa avrebbe la discrezionalità per decidere chi subentrare, e l’Italia spera di essere la prescelta. C’è però un ostacolo logico non da poco: di norma, al posto di una squadra asiatica dovrebbe subentrare un’altra selezione dello stesso continente. Un assist che la federazione iraniana non ha ancora dato, e che rende questa strada più simile a un atto di fede che a una concreta possibilità giudiziaria.

La stroncatura della ex moglie di Totti e il gelo nella casa del “Fratello Vip”

Non solo campi e poltrone federali. La delusione per l’eliminazione ha contagiato anche il trash televisivo, come dimostra quanto accaduto nell’ultima puntata del “Fratello Vip”. La produzione aveva permesso ai concorrenti di vivere il clima della partita decisiva: bandiere, trombette, un entusiasmo genuino che poi si è spento di colpo. Il finale drammatico e la mancata qualificazione hanno gettato la casa in una depressione generale, e tra i commenti più virali spicca la stroncatura dell’ex moglie di Francesco Totti, che con un secco “Mi sa che…” ha riassunto il senso di una disfatta annunciata. Un siparietto che, nella sua leggerezza, racconta meglio di tante analisi tecniche quanto questa assenza dal Mondiale pesi anche fuori dagli stadi.

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