Tesla chiude un'era: addio a Model S e Model X, la fabbrica si prepara per i robot
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Redazione Economia
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I risultati del quarto trimestre, seppur superiori alle attese degli analisti con un utile rettificato per azione di 50 centesimi, non riescono a mascherare un dato strutturale che segna una svolta per l'azienda di Elon Musk. Per la prima volta dalla sua fondazione, infatti, Tesla ha registrato un calo del fatturato annuo, che si è attestato su un meno 3 per cento, un segnale il cui peso va ben al di là della mera flessione ciclica. La crisi delle vendite, del resto, ha impresso una accelerazione decisiva a scelte strategiche che Musk meditava da tempo, aprendo le porte in modo definitivo a un prodotto completamente diverso, il robot Optimus, la cui preparazione industriale richiede spazi e risorse ingenti.
La produzione storica si ferma nel 2026
È in questo contesto che si inserisce l'annuncio, dato per certo a partire dal secondo trimestre del 2026, dello stop definitivo delle linee di assemblaggio delle Model S e Model X presso lo stabilimento californiano di Fremont. Una decisione che, archiviando due modelli che della rivoluzione elettrica sono stati i simboli assoluti, equivale a voltare radicalmente pagina e a chiudere un capitolo fondamentale della storia dell'azienda. Musk, il quale ha sempre considerato quelle berline come le sue "ammiraglie" tecnologiche, ha quindi deciso di sacrificarle sull'altare di una nuova visione, concentrando gli sforzi produttivi su un unico, ambizioso obiettivo.
Il futuro si chiama Optimus
Lo spazio fisico e le risorse liberate dalla fine della produzione delle due vetture saranno infatti interamente dedicati al progetto Optimus, il robot umanoide presentato come il vero futuro di Tesla. L'azienda, che punta a ridefinire non solo la mobilità ma interi segmenti del lavoro e dell'economia, sembra dunque aver compiuto una scelta di campo netta, spostando il proprio baricentro dall'automotive puro verso la robotica avanzata. Una transizione che, per quanto annunciata in più occasioni, assume ora contorni concreti e temporali definiti, delineando una road map industriale senza precedenti nel settore.
Una transizione dai contorni definiti
La chiamata con gli investitori, durante la quale la notizia è stata ufficializzata, ha quindi segnato un cambio di rotta la cui portata va ben oltre le consuete revisioni di gamma. La scadenza del 2026, ormai non più remota, impone all'azienda un complesso lavoro di riconversione degli impianti, mentre il mercato dovrà abituarsi a un'offerta Tesla priva dei suoi modelli storici e più iconici. Restano sul campo, a rappresentare il core business automobilistico, la Model 3 e la Model Y, insieme ai futuri veicoli promessi, in un panorama aziendale che si avvia a essere profondamente diverso da quello che il pubblico ha conosciuto fino ad oggi.




