È morto Giorgio Mendella, il pioniere delle televendite e patron del Viareggio calcio

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La notizia della scomparsa di Giorgio Mendella, avvenuta ieri a Sanremo all’età di 73 anni, ha riaperto un capitolo di storia imprenditoriale e televisiva italiana che pochi hanno dimenticato. L’uomo che negli anni Ottanta aveva trasformato il piccolo schermo in un palcoscenico per vendere, con una verve inconfondibile, non solo quadri o mobili ma veri e propri pacchetti finanziari, si è spento in seguito alle complicazioni insorte dopo un delicato intervento chirurgico. Nato a Monza, era diventato viareggino d’adozione, e proprio alla Toscana, e in particolare alla Versilia, aveva legato indissolubilmente il proprio nome, prima con l’ascesa folgorante e poi con il crac del suo impero -4-5.

L’ascesa di Rete Mia e l’impero da 250 miliardi

Fu tra il 1980 e il 1990 che Mendella costruì il suo mondo. Mettendo in piedi la holding Intermercato, arrivò a controllare una galassia di società che comprendeva, tra le altre, l’emittente televisiva Rete Mia, Primomercato, Capitalfinanziaria e Domovideo -1-8. Il fulcro di tutto era Rete Mia, con sede a Lucca, attraverso cui Mendella parlava per ore direttamente nelle case degli italiani. E lo faceva con un’abilità oratoria che molti ricordano: prometteva interessi mensili dal 25 al 29 per cento annuo a chi investiva i propri risparmi in mutui o azioni, convincendo migliaia di telespettatori -2-5. Il giro d’affari ipotizzato all’epoca raggiunse la cifra monstre di 250 miliardi delle vecchie lire, un tesoro che però si rivelò ben presto un castello di carte -1-8.

La presidenza del Viareggio e gli anni d’oro del calcio

Parallelamente all’attività televisiva, dal 1988 al 1991 Mendella visse un’altra grande passione, quella per il calcio. Tramite il gruppo Intermercato divenne patron del Viareggio Calcio, regalando ai tifosi tre stagioni entusiasmanti. Fu quello un periodo d’oro per la squadra bianconera, che sotto la sua presidenza vinse il campionato di Serie D e sfiorò la promozione in C2 -4. In quella squadra giocavano giovani promesse destinate a carriere illustri, come un certo Luciano Spalletti, oggi tecnico di fama, e altri calciatori del calibro di Pierpaolo Bisoli e Andrea Mangoni -1-5. Lo stadio dei Pini diventò teatro non solo di partite ma anche di grandi convention con migliaia di investitori, a testimonianza di quanto lo sport e il business fossero ormai intrecciati nella sua parabola -3.

Il crac finanziario e le vicende giudiziarie

L’estate del 1990 segnò l’inizio della fine. La Consob, l’organo di vigilanza del mercato finanziario, intervenne decretando la sospensione della vendita delle azioni Intermercato per violazione delle norme sulla sollecitazione del pubblico risparmio -1-5. Quelli che erano stati presentati come investimenti sicuri si rivelarono miraggi, e per Mendella si aprirono le porte di una lunga e travagliata vicenda giudiziaria. Accusato di associazione a delinquere e truffa, fu condannato a nove anni per bancarotta fraudolenta dai tribunali di Lucca e Milano, pena poi ridotta in appello -2-8. La sua terza stagione alla guida del Viareggio Calcio ne fu inevitabilmente condizionata, mentre l’impero che aveva costruito cominciava a sgretolarsi.

Il ritorno e i progetti degli ultimi anni

Nonostante le tempeste giudiziarie e una vita segnata anche da lutti personali, come la tragica scomparsa del figlio Donatino nel 2004, Mendella non scomparve mai del tutto dalla scena -1-5. Dopo anni lontano dai riflettori, nel 2009 tornò a far parlare di sé con il lancio di un decoder che, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto rivoluzionare la pubblicità televisiva, personalizzandola a livello locale e facendo guadagnare gli stessi telespettatori -1-5. Negli ultimi tempi, nonostante l’età e la salute cagionevole, aveva continuato a elaborare nuovi progetti, segno di una vitalità imprenditoriale che non lo aveva mai abbandonato, fino all’intervento chirurgico che ne ha causato la morte -4.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.