Un giro senza confini, oggi l’inedita partenza dall’Albania
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Redazione Sport
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Arianit Qenaj, diciottenne albanese, non ha mai posseduto una bicicletta in vita sua, eppure oggi si gode lo spettacolo del Giro d’Italia seduto sui gradini del Palazzo dei Congressi di Tirana, ridendo con gli amici mentre osserva il viavai di corridori, tecnici e curiosi. «Tutta questa gente in Albania. Bello! Facciamo un selfie?», dice, catturando con lo smartphone un momento storico per il suo paese. Per la quindicesima volta nella sua storia, la Corsa Rosa parte dall’estero, ma questa volta non si tratta di Gerusalemme, Belfast o altre capitali già battute: il via, inedito, è affidato all’Albania, con una prima tappa che da Durazzo condurrà i ciclisti fino a Tirana.
Dalle Alpi Maledette, che segnano il confine con il Montenegro, alla foresta delle leggende, dove si narra di antiche storie tramandate dai pastori, fino al monte da cui nasce il Drin, il fiume che unisce Oriente e Occidente: il Giro 2025 inizia qui, tra paesaggi aspri e suggestivi, lontani dai cliché del ciclismo tradizionale. Prima di affrontare la salita inaugurale verso Gracen, un villaggio arroccato a quasi 800 metri d’altezza, i corridori percorreranno circa 40 chilometri lungo il corso del fiume, in un tratto pianeggiante che precede l’ascesa di 13,5 chilometri al 5,2% di pendenza media, con punte dell’11%.
Alla partenza dell’edizione numero 108, cinque ex vincitori sono pronti a contendersi la maglia rosa: Nairo Quintana (2014), Richard Carapaz (2019), Egan Bernal (2021), Jai Hindley (2022) e Primož Roglič (2023). Un dato che eguaglia i record del 1935 e del 2009, quando altrettanti campioni si presentarono al via. Dopo il Gran Premio della Montagna di Gracen, il percorso prevede una discesa, un tratto pianeggiante e due giri di un circuito finale, con l’ultima asperità a Surrel (4,9 km al 5,4%), prima dello scollinamento decisivo a 12 chilometri dal traguardo.




