Migranti in Albania, il nuovo accordo tra Italia e Albania
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Redazione Interno
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Nel porto di Shengjin, in Albania, si attendono i sedici migranti del primo "carico" di persone raccolte in mare, partiti da Lampedusa a bordo di una nave della Marina Militare italiana. Questo evento segna l'inizio di un accordo tra Italia e Albania per la gestione delle richieste di asilo dei migranti, un accordo che ha suscitato non poche polemiche. Monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei sui temi dell’immigrazione e della fondazione Migrantes, ha espresso la sua amarezza, sottolineando come si sia passati "dai muri alle prigioni".
Il governo italiano ha stanziato circa 65 milioni di euro per la costruzione di strutture a Shengjin e Gjader, in territorio albanese, con costi di gestione che dal 2025 dovrebbero aggirarsi intorno ai 120 milioni di euro all’anno. Queste strutture, che includono un centro di identificazione allo sbarco per 400 persone e un centro di trattenimento per 120 posti, sono state criticate per la loro natura restrittiva. Infatti, i migranti non potranno uscire né avere accesso ai telefoni cellulari, rendendo questi centri simili a prigioni a cielo aperto.
La delocalizzazione degli esseri umani, trattati come oggetti da spostare, ha sollevato preoccupazioni etiche e umanitarie. I primi migranti detenuti sono stati caricati su una nave che da Lampedusa li farà sbarcare in Albania, dove il governo italiano ha costruito due hotspot per trattenerli, oltre a un carcere per arrestarli qualora commettessero reati. Questa scelta è stata considerata provvida in vista della prossima introduzione del reato di rivolta nei centri per migranti, configurabile anche nei casi di resistenza passiva.
L'accordo tra Italia e Albania rappresenta un passaggio significativo nella gestione del diritto di asilo, ma anche un ulteriore inasprimento delle politiche migratorie. Le strutture realizzate dal governo italiano a Shengjin e Gjader ospiteranno i migranti, che arriveranno domani a bordo della nave "Libra" della Marina Militare.




