Erdogan e la battuta a Meloni sul fumo durante il vertice di Sharm el-Sheikh
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un momento di leggerezza, che si staglia netto contro il gravoso contesto diplomatico, ha caratterizzato un incontro tra leader mondiali riuniti in Egitto per discutere del Piano di Pace per il Medio Oriente. A margine delle cerimonie ufficiali, infatti, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha rivolto una battuta scherzosa alla presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, incentrandola sul suo noto vizio. "Ti trovo bene, ma devi smettere di fumare", ha affermato Erdogan, il cui commento è stato pronunciato in un tono confidenziale, mentre i due si scambiavano un saluto alla presenza di altri capi di Stato e di governo, tra i quali spiccava il francese Emmanuel Macron.
La replica della premier italiana
La reazione di Giorgia Meloni, che si era momentaneamente allontanata per una sigaretta prima di quel botta e risposta, non si è fatta attendere, dimostrando di aver colto il lato bonario della sollecitazione. La premier, sorridendo apertamente e mostrando di apprezzare la sollecitudine sebbene espressa in forma di spiritosità, ha inizialmente convenuto con un rassegnato "Lo so, lo so", per poi aggiungere una sua battuta di rimando. "Non voglio uccidere nessuno", ha dichiarato la Meloni, completando così uno scambio che, seppur breve, ha alleggerito l'atmosfera carica di tensioni politiche.
Le reazioni dei presenti
L'ilarità, a quel punto, è diventata generale, coinvolgendo non solo i diretti interessati ma anche gli astanti che hanno potuto assistere al siparietto. Emmanuel Macron, in particolare, è stato visto ridere di gusto, commentando a sua volta con un secco "È impossibile", come a sottolineare la difficoltà di un'impresa simile. Quel che ne emerge è il ritratto di un rapporto personale, tra i due leader, che sembra poter trascendere, almeno in simili frangenti informali, le complessità delle relazioni internazionali e delle diverse posizioni che i rispettivi paesi mantengono su numerosi dossier.
Il contesto del vertice di pace
L'episodio, sebbene di per sé marginale, acquista un certo rilievo per il fatto di essere avvenuto nel corso di un summit dedicato a temi di altissima geopolitica, dove la crisi mediorientale rappresentava l'argomento centrale e inderogabile. La firma del piano di pace, obiettivo primario dell'incontro, costituiva il fulcro attorno al quale ruotavano tutti i negoziati, rendendo quel fugace scambio una parentesi umana in un dibattito dominato da strategie e delicate mediazioni. Questi gesti, al di là del loro contenuto, rivelano spesso dinamiche interpersonali che possono influenzare, seppur indirettamente, il clima più generale dei lavori diplomatici.




