Ferrara, in gita a Napoli solo gli studenti con la media del sette
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Redazione Interno
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La partecipazione al viaggio d'istruzione a Napoli, previsto per il prossimo febbraio e rivolto alle dodici classi terze dell'istituto Einaudi di Ferrara, è stata subordinata al raggiungimento di una media scolastica pari o superiore al sette, una decisione che la dirigente ha motivato con la necessità di operare una selezione, definendola "un criterio oggettivo", per non eccedere il tetto di spesa di 140mila euro stabilito per le attività annuali. L'annuncio dei criteri di ammissione, che comprendono anche requisiti di condotta, ha immediatamente generato un vivace dibattito, spingendo alcuni genitori a richiedere un incontro con la preside per discutere una norma che, di fatto, trasforma il merito scolastico in un requisito d'accesso per un'esperienza formativa collettiva.
I termini finanziari della selezione
All'origine della controversa misura vi è l'imperativo di contenere i costi entro il budget complessivo, il quale, come specificato dall'istituto, è vincolato dalle disposizioni di un recente decreto ministeriale. La scelta di utilizzare la media dei voti come parametro selettivo principale rappresenta, secondo quanto riportato, uno strumento per delimitare il numero dei partecipanti senza dover ricorrere a un'asta o a una gara d'appalto per l'aggiudicazione del servizio, una procedura che verrebbe attivata nel caso in cui la spesa pro capite superasse una certa soglia. Si tratta, in altre parole, di un espediente amministrativo che lega indissolubilmente il rendimento allo svolgimento della gita.
Le reazioni e il dibattito sull'esclusione
Sebbene la scuola abbia presentato la norma come un mero adempimento tecnico, volto a garantire la fattibilità economica del progetto, la comunicazione ai genitori ha sortito l'effetto di accendere un confronto sulle implicazioni educative di tale meccanismo. L'idea che un'attività didattica, quale è il viaggio d'istruzione, possa prevedere l'esclusione di chi non possiede determinati voti solleva questioni di principio, poiché introduce una distinzione tra studenti basata sul profitto in un contesto che tradizionalmente promuove l'inclusività e la socialità, elementi che di per sé costituiscono una parte fondamentale del percorso di crescita.
Il precedente e il contesto normativo
Episodi analoghi, seppur non identici, hanno occasionalmente coinvolto altri istituti nel tentativo di conciliare risorse limitate con la domanda di partecipazione, ma raramente il filtro è stato applicato in maniera così netta e legato esclusivamente al merito accademico. La preside, da parte sua, ha tenuto a precisare che l'obiettivo è semplicemente quello di "restare nel budget", evitando di sforare la soglia di spesa che comporterebbe oneri procedurali più complessi. La vicenda, al di là delle polemiche immediate, mette in luce le difficoltà pratiche che le scuole si trovano ad affrontare nel bilanciare le opportunità formative con i sempre più stringenti vincoli di finanza pubblica.




