L'uomo che non conosce gravità: Duplantis vola a 6,31 metri
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Redazione Sport
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Non è più una sfida contro gli avversari, se mai lo è stata, ma una progressione solitaria verso l'ignoto, una ricerca quasi ossessiva del centimetro in più che lo separi dal resto del mondo. Davanti al pubblico di casa, in quella Uppsala che lo ha visto crescere e che oggi gli dedica persino una competizione, Armand Mondo Duplantis ha spostato ancora una volta il limite dell'umano, riscrivendo, per la quindicesima volta in carriera, i manuali dell'atletica leggera. Al Mondo Classic, evento Silver del World Athletics Indoor Tour che porta il suo nome, lo svedese ha valicato i 6,31 metri al primo colpo, con un salto pulito, potente, quasi irreale nella sua esecuzione, mandando in archivio il precedente primato di 6,30 che lui stesso aveva ottenuto sei mesi fa durante la rassegna iridata di Tokyo. Un centimetro, ancora una volta, che pesa come un macigno per chiunque provi a stargli vicino.
La gara, in verità, non gli ha mai messo addosso una pressione reale, nonostante le premesse facessero presagire un confronto ben più acceso. Il greco Emmanouil Karalis, l'argento mondiale che lo scorso febbraio aveva issato il proprio personale a 6,17 metri diventando il secondo uomo di sempre, si è come smarrito di fronte all'evidenza del campione di casa: tre errori a 6,00 metri lo hanno relegato a un anonimo settimo posto con 5,80, dimostrando, semmai ce ne fosse stato bisogno, che il divario tra il fenomeno e i semplici, fortissimi, umani è ancora abissale. Chi ha provato a recitare la parte del rivale, almeno per un po', è stato il norvegese Sondre Guttormsen, capace di superare i 6,00 metri e di issarsi al secondo posto, l'unico altro, insieme a Duplantis, a domare quella quota. Ma la lotta per la vittoria, si sapeva, non era contemplata; l'unica incognita era capire se lo svedese avrebbe deciso di regalare l'ennesimo spettacolo.
Lo ha fatto con la consueta, quasi disarmante, naturalezza. Dopo aver saltato senza patemi 5,65, 5,90 e poi 6,08 per chiudere virtualmente la gara, Duplantis ha chiesto l'asticella a 6,31. Il silenzio nell'arena, prima della rincorsa, era quello delle grandi occasioni, rotto solo dal battere ritmico dei suoi passi. Una rincorsa da centometrista puro, per usare un paragone tecnico, la pianta perfetta e quel volteggio che lo porta a librarsi in aria sfidando ogni legge fisica. La ricaduta sul materasso, con l'asta che vibra e l'asticella ferma, ha scatenato il boato. Per la seconda volta in carriera in terra svedese, la prima in un impianto al coperto dopo il 6,28 di Stoccolma, ha firmato un record mondiale, il terzo in casa sua se si considera anche l'aperto, e lo ha fatto senza un errore, con soli quattro salti validi in tutta la sua progressione.




