Venezia-Juve Stabia 3-1: il grande ex Adorante stende le Vespe, i lagunari volano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Al “Penzo” la capolista non perdona, e lo fa, manco a dirlo, attraverso il suo carneade più temuto. La Juve Stabia, nonostante un approccio tutt’altro remissivo, è stata costretta a cedere sotto i colpi di Andrea Adorante, attaccante di proprietà del Venezia che per due stagioni aveva vestito la maglia gialloblù, proprio lui autore di una doppietta che ha deciso le sorti della sfida, se si eccettua un rigore fallito nella ripresa che per un attimo aveva riaperto i giochi. La partita, giocata quasi alla pari per oltre mezzora, ha visto i campani pagare a caro prezzo qualche ingenuità di troppo, mentre i lagunari hanno sfruttato la scia dell’entusiasmo per agganciare la quinta vittoria interna consecutiva, allungando così in vetta alla classifica della serie B.
Le scelte obbligate di Abate e un primo tempo di sostanza
Privo di elementi chiave come Leone, Pierobon e Zeroli, il tecnico delle Vespe, Ignazio Abate, ha dovuto varare una formazione inedita, spostando Carissoni all'interno del centrocampo e affidando le chiavi dell'attacco alla coppia formata da Okoro e Burnete. Una scelta, quest'ultima, che per buona parte della prima frazione ha messo in seria difficoltà la retroguardia arancioneroverde, con Okoro capace di seminare il panico tra i difensori avversari grazie alla sua fisicità. Tuttavia, proprio quando la Juve Stabia sembrava aver preso le misure all’avversaria, ecco l’episodio che cambia l’inerzia del match: al 39’, un cross dalla destra di Hainaut trova la sfortunata deviazione di Giorgini, il quale, nel tentativo di anticipare Adorante, deposita il pallone alle spalle del proprio portiere Confente. Un autogol che sa di beffa, soprattutto per la resistenza opposta fino a quel momento.
La reazione immediata e il contropiede letale
La reazione degli ospiti, occorre dirlo, è stata veemente e immediata, coronata dal pareggio siglato da Carissoni allo scadere del primo tempo; l’ex Cittadella, schierato in posizione anomala, ha dimostrato un fiuto del gol raro per un centrocampista, raccogliendo una corta respinta di Stankovic sul tiro di Okoro. Un’illusione durata però lo spazio di un amen, perché nel recupero il Venezia è tornato a colpire. L’estremo difensore dei lagunari ha avviato un contropiede fulmineo, Yeboah ha calciato trovando la respinta di Confente, e sulla ribattuta, puntuale come un orologio, si è avventato Adorante. Il classe 2000, con un tap-in da attaccante vero, ha firmato il 2-1 che ha chiuso i conti psicologici della partita ancor prima dell’intervallo.
La ripresa: un rigore sbagliato e il tris della sicurezza
Nella ripresa, la musica non è cambiata, anzi, il Venezia ha alzato il ritmo e la Juve Stabia ha accusato il colpo. Al 53’ i padroni di casa hanno avuto la palla del match: un rigore concesso per un fallo ingenuo di Diakité su Sagrado. Sul dischetto si è presentato Adorante, ma il portiere Confente, già protagonista di una grande parata su Sverko poco prima, si è esaltato ipnotizzando l'ex compagno e mantenendo vive, per un breve istante, le flebili speranze dei campani. Un errore, quello dal dischetto, che avrebbe potuto pesare, ma che Adorante ha prontamente cancellato al 74’. Su un perfetto assist di Busio, il centravanti ha schiacciato di testa nell’angolino più lontano, realizzando la sua personale doppietta (la quindicesima in campionato) e sancendo il definitivo 3-1. Da quel momento, la gara è scivolata via senza ulteriori scossoni, con i lagunari che hanno amministrato il vantaggio e la squadra di Abate apparsa stanca e rassegnata.
La classifica e il verdetto del “Penzo”
Con questo successo, il Venezia sale a quota 71 punti, consolidando il primato in solitaria e portandosi a +5 sul Monza, terzo in classifica, e a +3 sul Frosinone secondo. Un allungo pesantissimo in ottica promozione diretta. Per la Juve Stabia, invece, questa sconfitta – la seconda consecutiva – ferma il cammino dei gialloblù a 45 punti, lasciando intatte le distanze dalla zona playoff ma anche qualche rimpianto per quanto di buono mostrato, specie nel primo tempo, contro la corazzata del torneo. La sfida del “Penzo” ha ribadito una legge quasi matematica di questa serie B: quando il grande ex è in giornata, per le sue vittime non c’è scampo.




