Arrestata in Perù la presunta mente del femminicidio di tre giovani in Argentina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le autorità peruviane hanno arrestato il presunto mandante del brutale omicidio di tre giovani donne in Argentina, portando a nove il numero di persone in custodia. Il Ministro della Sicurezza Patricia Bullrich ha elogiato su X la collaborazione internazionale con la Polizia Nazionale del Perù, definendo "straordinario" il lavoro svolto.

La trappola mortale

Le vittime, due cugine ventenni e un’adolescente di 15 anni, erano state attirate con l'inganno nella periferia sud di Buenos Aires lo scorso settembre con la promessa di 300 dollari per una festa privata. Salite su un furgone, sono state sottoposte a sevizie e uccise, mentre la loro agonia veniva trasmessa in diretta su un gruppo ristretto di social media a circa 45 persone.

Il ritrovamento e il movente

I corpi delle tre ragazze sono stati ritrovati cinque giorni dopo, sepolti in un cortile in una zona periferica della capitale. Le indagini, basate su prove digitali, hanno ricostruito la dinamica: l'omicidio è considerato una punizione esemplare, una rappresaglia direttamente collegata agli ambienti del narcotraffico.

Una svolta decisiva per l’inchiesta

L’arresto in Perù del ricercato, noto con l’alias di “Little J” e considerato la mente organizzativa, segna una svolta decisiva. L'episodio ha scatenato un’ondata di sdegno in Argentina, riaccendendo il dibattito sulla violenza di genere e sulla ferocia dei gruppi criminali organizzati.

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