Bologna e Fiorentina, stasera le rimonte impossibili in Inghilterra e al Franchi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Le notti europee, si sa, hanno spesso il sapore amaro delle imprese impossibili o il retrogusto dolce delle rivincite storiche. Stasera, per il Bologna e la Fiorentina, il menu sembra essere quello dell’arsenico. I rossoblu di Vincenzo Italiano, infatti, sono atterrati a Birmingham con un pesante 3-1 da digerire e ribaltare, frutto del match d’andata giocato al Dall'Ara sette giorni fa. Una serata, quella del primo round, che i felsinei avevano rovinato con quelle che il tecnico stesso ha definito “amnesie di concentrazione” in una prestazione per altri versi di alto livello. Dall’altra parte, a Firenze, la situazione è persino più critica: il Crystal Palace, guidato da Oliver Glasner, ha letteralmente dominato l’andata imponendosi per 3-0, un passivo che appare come un macigno sul cammino viola verso la semifinale di Conference League.

L’ironia di Italiano e la concretezza di Emery

A poche ore dal fischio d’inizio del Villa Park, dove l’Aston Villa di Unai Emery aspetta gli ospiti con la consueta ferocia offensiva, Vincenzo Italiano ha cercato di alleggerire la tensione con la sua arma migliore: l’ironia. “Ho chiesto al club di convocare Tom Cruise”, ha scherzato il tecnico in conferenza stampa, paragonando l’impresa a una di quelle missioni impossibili tanto care al cinema. Al di là della battuta, però, la sostanza è drammaticamente seria: i padroni di casa vantano una striscia di quindici vittorie nelle ultime diciassette gare europee giocate tra le mura amiche, un fattore campo che fa tremare i polsi.

Per contrastare questo colosso, Italiano deve fare i conti con una lista di assenze pesanti che ha ridisegnato la retroguardia. Tra i pali tornerà Federico Ravaglia, scelto per sostituire l'infortunato Skorupski, mentre davanti a lui la cerniera centrale sarà rivoluzionata a causa delle defezioni di Lucumí (squalificato) e Dallinga. Il modulo dovrebbe essere un 4-3-3 dinamico con João Mario e Miranda sulle fasce, mentre il peso dell’attacco graverà sulle spalle del giovane Castro, supportato dai guizzi di Bernardeschi e Rowe. Di fronte, Unai Emery non si fida e schiera il suo 4-2-3-1: Martinez in porta, Cash e Digne sulle corsie laterali, con il trio McGinn-Buendia-Rogers a servire il cannoniere Watkins, già autore di una doppietta all’andata.

L’ostacolo Palace e la sfida delle filosofie

Spostando lo sguardo sul Franchi, l’aria che tira è di rassegnata determinazione. La Fiorentina ha davanti un abisso di tre gol da colmare contro quel Crystal Palace che in Premier League ha appena dimostrato di avere il morale alle stelle, ribaltando il Newcastle. La differenza tra le due squadre, emersa in modo brutale nella gara d’andata, sembra essere quella della cattiveria sottoporta. Glasner, tecnico degli inglesi, ha avvertito i suoi di non speculare sul risultato: “Siamo qui per vincere, non per difendere”, ha dichiarato, promettendo una squadra offensiva nonostante il cospicuo vantaggio.

Quella di stasera è anche una sfida tra due modi di interpretare il calcio. Da un lato l’aggressività e la velocità orizzontale della Premier League, dall’altro la ricerca della tattica speculativa italiana. I numeri, però, sono impietosi per i viola: nonostante siano stati il primo club a tagliare il traguardo delle 50 partite in questa competizione, non hanno mai ribaltato un passivo così pesante. Il tecnico di casa dovrà sperare in una serata perfetta, forse anche in un aiuto divino, per scalfire la solida difesa ospite guidata da un sontuoso Bizot, subentrato a Martinez tra i pali del Palace per questa specifica competizione.

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