Ergastolo per l’autore della strage al mercatino di Natale di Magdeburgo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il tribunale regionale di Magdeburgo ha condannato all'ergastolo Taleb Jawad al-Abdulmohsen, il medico di origine saudita che il 20 dicembre 2024 si scagliò con un'auto a noleggio contro la folla del mercatino di Natale, provocando la morte di sei persone, tra cui un bambino di nove anni, e il ferimento di oltre trecento.

La sentenza, emessa al culmine di un processo che ha tenuto banco per sette mesi, ha accolto la richiesta dell'accusa, riconoscendo la particolare gravità del delitto e sancendo la piena responsabilità penale dell'imputato, nonostante la diagnosi di un disturbo narcisistico della personalità.

Una vita in Germania e la professione di psichiatra

L'attentatore, che risiedeva in Germania dal 2006 e aveva ottenuto lo status di rifugiato politico, lavorava fino alla vigilia dell'attacco come psichiatra in una struttura di Bernburg, in Sassonia-Anhalt, dove si occupava dell'esecuzione delle misure per criminali affetti da disturbi psichici. Il suo percorso professionale, apparentemente integrato nella società tedesca, contrastava con un lato oscuro fatto di crescenti conflitti con le autorità e con un'organizzazione di aiuto ai rifugiati di Colonia, con la quale era in disputa da tempo.

Le motivazioni dell'accusa: un atto pianificato e personale

Secondo la Procura generale, l'azione non fu dettata da ragioni ideologiche estremistiche, ma da motivazioni personali e da un profondo bisogno di attenzione, elementi emersi anche dalla perizia psichiatrica che ha descritto l'imputato come affetto da un disturbo narcisistico della personalità. Il procuratore Matthias Böttcher ha sottolineato come la sofferenza inflitta alle vittime e alle loro famiglie superi "ogni dimensione umanamente comprensibile", definendo l'attacco come un gesto "lungamente e attentamente preparato".

L'uomo, che si presentava come attivista per i diritti delle donne saudite e critico verso l'Islam, avrebbe agito spinto dall'insoddisfazione per l'esito di una causa legale persa e dal fallimento di alcune denunce penali.

Un processo complesso e la riserva della custodia di sicurezza

Il processo, di notevole complessità, ha visto la partecipione di oltre duecento persone costituitesi parti civili, un numero che ha richiesto la costruzione di un edificio giudiziario provvisorio per ospitare l'udienza. Durante le fasi processuali, al-Abdulmohsen aveva ammesso di aver guidato il Suv tra la folla, ma aveva sempre negato l'intenzionalità dell'atto.

La sentenza, che prevede l'ergastolo, ha inoltre accertato la particolare gravità della colpa, una decisione che apre la strada alla possibilità che i giudici dispongano la custodia di sicurezza, ovvero la detenzione oltre il termine della pena, precludendo di fatto la richiesta di libertà condizionata dopo i quindici anni previsti dalla legge tedesca.

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