Strage di Bologna, la Cassazione conferma l’ergastolo a Bellini
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Redazione Interno
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Roma, 1 luglio 2025 – La Corte di Cassazione ha chiuso definitivamente uno dei capitoli più dolorosi della storia italiana, confermando l’ergastolo per Paolo Bellini, già esponente di Avanguardia Nazionale, riconosciuto colpevole di concorso nella strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Quarantacinque anni dopo quel mattino in cui una bomba esplose nella sala d’aspetto, uccidendo 85 persone e ferendone più di 200, la sentenza della sesta sezione penale ribadisce ciò che i gradi precedenti avevano stabilito: Bellini fu tra gli esecutori materiali dell’attentato, il più sanguinoso dell’Italia repubblicana.
Non solo lui, però. La Cassazione ha mantenuto anche i sei anni di reclusione per Piergiorgio Segatel, ex capitano dei carabinieri, condannato per depistaggio. Un tassello in più che conferma quanto, attorno alla strage, si sia a lungo mosso un intricato sistema di coperture e omissioni. Le indagini, complicate da falsi indizi e reticenze, hanno dovuto scavare tra le pieghe di un’epoca segnata da tensioni politiche e trame eversive, in cui gruppi neofascisti – come quello a cui Bellini apparteneva – agivano in un clima di violenza diffusa.
La sentenza, passata in giudicato, è stata accolta con un misto di sollievo e amarezza dai familiari delle vittime, molti dei quali hanno atteso decenni per vedere riconosciuta la verità giudiziaria. "La matrice fascista è scritta sul marmo", ha commentato Elly Schlein, segretaria del Pd, riferendosi al fatto che Bellini è il quinto esponente dell’estrema destra condannato in via definitiva per la strage, dopo Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini e Gilberto Cavallini.
Quello di Bologna resta un caso emblematico, non solo per la ferocia dell’attentato, ma per la lunga battaglia legale che ne è seguita. Un percorso giudiziario costellato di ostacoli, in cui ogni sentenza ha rappresentato un passo verso la ricostruzione di una verità spesso negata. Oggi, con il rigetto degli ultimi ricorsi, la Cassazione ha posto un sigillo su una vicenda che ha segnato profondamente il Paese, anche se le domande sulle trame occulte e sui mandanti non hanno ancora trovato risposte definitive.




