Lollobrigida e la querelle sull’acqua: tra scienza e gaffe
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Redazione Interno
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Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, non passa mai inosservato. Dopo un periodo di relativa quiete, il suo ritorno sulla scena pubblica è stato segnato da una delle sue tipiche uscite, che hanno il pregio – o il difetto – di accendere polemiche e dibattiti. Questa volta, però, il tema non è stato il vino, bensì l’acqua, elemento che, secondo quanto affermato dal ministro, potrebbe rivelarsi addirittura pericoloso se consumato in eccesso.
Durante il suo intervento agli Stati Generali del Vino di Roma, Lollobrigida ha citato uno studio inglese, leggendo direttamente dalle note del telefono, per sostenere che l’abuso di acqua possa avere «conseguenze molto negative, addirittura pericolose». Una dichiarazione che, seppur basata su dati scientifici, ha suscitato non poche perplessità, soprattutto per il contesto in cui è stata pronunciata: un evento dedicato al vino, dove il tema dell’alcol e dei suoi effetti sulla salute avrebbe potuto essere centrale.
La questione è tornata alla ribalta pochi giorni dopo, a margine di Slow Wine Sana a Bologna, dove il ministro ha ribadito il concetto, aggiungendo però una curiosa svista. «Guardate qui, un bel bicchiere d’acqua naturale, ottima, da abbinare a qualsiasi cosa perché ovviamente è un alimento sano», ha detto Lollobrigida ai giornalisti, per poi precisare: «Ma come tutti gli alimenti, se assunti in quantità eccessiva, possono produrre danni. Lo dico io, non lo dice la scienza». Una frase, quest’ultima, pronunciata quasi in modo automatico, che il ministro ha poi corretto, rimarcando che a sostenerlo non era lui, bensì la scienza.
La gaffe, inevitabilmente, ha fatto il giro dei social e delle testate, alimentando ulteriormente la discussione. Se da un lato è innegabile che un consumo eccessivo di acqua possa portare a condizioni come l’iponatriemia – un disturbo elettrolitico potenzialmente grave –, dall’altro il modo in cui il messaggio è stato veicolato ha sollevato più di un interrogativo. Perché insistere su un tema del genere in un contesto in cui si parla di vino e alimentazione? E perché farlo con toni che, pur non volendo, rischiano di banalizzare un argomento serio?
Quella di Lollobrigida, del resto, non è nuova a dichiarazioni che oscillano tra il provocatorio e il controverso. Basti pensare alle sue precedenti uscite sul vino, descritto come un alleato dell’allegria e della convivialità, quasi a voler sminuire i rischi legati al suo abuso. Una linea comunicativa che, se da un lato lo rende un personaggio mediaticamente appetibile, dall’altro rischia di offuscare il ruolo istituzionale che ricopre.




