Mattarella in Trentino per ricordare le 268 vittime di Stava, 40 anni dopo la tragedia
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Redazione Interno
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Alle 10.45 di questa mattina, davanti al monumento che ricorda le vittime accanto alla chiesa di San Leonardo, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori in silenzio, accompagnato dai familiari di chi non tornò a casa quel 19 luglio 1985. Quarant’anni fa, in pochi minuti, una colata di fango travolse la val di Stava, trascinando via case, alberghi e vite. Duecentosessantotto morti, trenta feriti, intere famiglie cancellate. Una tragedia che, come ha ricordato più volte Graziano Lucchi – che perse i genitori – «non fu una disgrazia, ma l’esito di un’incuria».
Mattarella, che ha voluto personalmente presenziare alle commemorazioni, si è poi spostato al teatro di Tesero per la cerimonia civile organizzata dall’amministrazione. Quello che accadde alle 12.22 di quel giorno – l’ora esatta è rimasta impressa nei racconti dei sopravvissuti – fu il crollo dei bacini della miniera di Prestavel, malcostruiti e mai messi in sicurezza. La frana, viaggiando a novanta chilometri orari, spazzò via tutto. Le inchieste successive accertarono responsabilità precise: dieci condanne, nessuna delle quali scontate in carcere.




