Il premio Sardegna Live 2025 a un mese dal verdetto, in testa Delrio e la coppia Zuncheddu-Testa
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Manca ormai poco più di un mese alla proclamazione del vincitore della decima edizione del Premio Sardegna Live, l’iniziativa attraverso la quale i lettori della testata eleggono “Il Sardo dell’anno”. Le operazioni di voto, aperte da alcune settimane, si protrarranno infatti fino al prossimo 5 gennaio, lasciando ampio spazio per possibili ribaltoni in una classifica che, dopo i primi scrutini, vede saldamente in testa il content creator Cristiano Delrio. La sua ascesa, che lo ha portato dalle piattaforme social alle piazze reali dell’isola con i live show popolati da personaggi come zia Nanna e Gabriellina, rappresenta una delle rivelazioni più significative del panorama mediatico regionale nell’ultimo periodo.
La rosa dei candidati e il podio provvisorio
La selezione, curata dalla redazione dopo un attento lavoro di scrematura tra campioni dello sport e del volontariato, artisti e figure di spicco dello spettacolo, ha individuato dieci personalità ritenute meritevoli per aver lasciato un segno tangibile. Oltre a Delrio, un altro binomio sta catalizzando una parte rilevante del consenso: quello formato da Beniamino Zuncheddu e Irene Testa. La loro candidatura si lega a una vicenda giudiziaria di grande impatto, che ha visto Zuncheddu – un tempo pastore e allevatore di Burcei – vittima di uno dei più eclatanti errori giudiziari italiani, con un’accusa per la strage di Cuili is Coccus dalla quale è poi stato totalmente scagionato.
Il caso Zuncheddu e il peso della storia giudiziaria
La presenza in lista di quel binomio – che alcuni considerano un simbolo di riscatto – conferisce alla competizione una dimensione che va oltre la popolarità momentanea, intrecciandosi con le pagine più complesse della cronaca nera isolana. La storia di Zuncheddu, arrestato nel 1991 per un triplice omicidio che non aveva commesso e poi riabilitato dopo anni, è stata ricostruita dalle inchieste giudiziarie senza che, in questa sede, si rendano necessari ulteriori dettagli sugli eventi delittuosi. La sua nomination, insieme a quella di Irene Testa, sottolinea come il premio possa anche riconoscere percorsi personali segnati da prove estreme e da una lunga battaglia per la verità.
La partita è ancora aperta
Superata la quota dei duemilaseicento voti espressi, la sfida editoriale entra dunque nella sua fase più calda e imprevedibile. Se i favori del pubblico sembrano per il momento concentrarsi su quei due nuclei, nulla è ancora scritto. La classifica, sebbene inizi a delinearsi, rimane fluida e suscettibile di cambiamenti fino all’ultimo, con margini di manovra che potrebbero riservare sorprese. L’esito, come da regolamento, sarà reso noto soltanto il 6 gennaio, quando si saprà chi, tra i dieci candidati, avrà convinto il maggior numero di lettori.




