Conte: "Meloni dialoga con leader europei grazie ai firmatari di Ventotene"
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Redazione Interno
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Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, non ha risparmiato critiche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la replica alle sue comunicazioni alla Camera. "Finalmente abbiamo rivisto Meloni in Parlamento", ha esordito Conte, sottolineando come la premier fosse stata assente per mesi, quasi "un ologramma presente solo sui social". Con ironia pungente, ha aggiunto che Meloni ha chiesto ai presenti in Aula di avere più coraggio, "quello a lei sconosciuto", riferendosi ai numerosi fallimenti accumulati dal governo. "Quando si accumulano così tanti insuccessi, non è facile metterci la faccia", ha osservato, ricordando come la produzione industriale italiana sia tornata ai livelli del periodo Covid, con la differenza che oggi il virus non c’è più.
Il riferimento al Manifesto di Ventotene, documento fondativo dell’Unione europea, è stato al centro del dibattito. Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha mostrato in Aula il testo di Altiero Spinelli, dichiarando di aver voluto regalarlo simbolicamente a Meloni. "Ma lei, dopo aver picconato le istituzioni, scappa e non si presenta in Aula", ha affermato Bonelli, alludendo alle recenti critiche della premier al Manifesto, che aveva definito non rappresentativo della sua visione d’Europa. Meloni, infatti, non ha partecipato alla seduta, giustificando la sua assenza con "impegni istituzionali". Fonti ministeriali hanno però precisato che non ci sono stati incontri bilaterali con il Presidente della Repubblica durante il pranzo al Quirinale.
La posizione di Meloni sul Manifesto di Ventotene ha scatenato polemiche trasversali. Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha accusato la premier di essere "commissariata", mentre Luca Molinari, esponente della Lega, ha difeso Meloni, esprimendo piena fiducia nella sua capacità di rappresentare gli interessi italiani in Europa. "Ringrazio i colleghi delle opposizioni per l’esercizio lessicale retorico con cui hanno cercato di evidenziare divisioni nel centrodestra", ha detto Molinari, aggiungendo che tali critiche hanno involontariamente rafforzato la coesione della maggioranza.
Conte, da parte sua, ha definito Meloni una "leader irriconoscente con Bruxelles", evidenziando come la sua capacità di dialogare con i leader europei derivi proprio dai principi contenuti nel Manifesto di Ventotene, che la premier ha invece criticato. "Senza quei firmatari, oggi non avrebbe nemmeno la possibilità di sedere al tavolo delle trattative", ha affermato il leader del M5S, sottolineando la contraddizione tra le parole e le azioni di Meloni.
Il dibattito, acceso e ricco di spunti, ha messo in luce le tensioni tra governo e opposizione, ma anche le divisioni interne alla maggioranza. Mentre la Lega ribadisce il suo sostegno incondizionato a Meloni, le opposizioni continuano a contestarne le scelte, soprattutto in materia di politica europea. La questione del riarmo, sollevata da Molinari con la domanda "Dov’è l’emergenza?", ha ulteriormente complicato il quadro, lasciando aperte domande sulle priorità del governo e sulla sua capacità di affrontare le sfide internazionali.




