Juventus-Galatasaray, la notte dei rimpianti: l’errore di Zhegrova e l’espulsione che ha cambiato tutto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte europea della Juventus si è infranta sul palo più amaro, quello dell’occasione sciupata e di un episodio arbitrale che, volenti o nolenti, ne ha condizionato l’intero prosieguo. La squadra di Luciano Spalletti, chiamata a una rimonta che aveva i contorni dell’impresa dopo il 5-2 subito all’andata, è riuscita nell’intento di portare la sfida ai tempi supplementari, accarezzando per lunghi tratti il sogno di una qualificazione storica. Eppure, nel calcio, la linea sottile che separa l’eroe dal capro espiatorio è spesso segnata da un pallone che non vuole saperne di entrare.

A inizio del primo tempo supplementare, con la Juventus in dieci per l’espulsione di Kelly, un contropiede orchestrato da Boga per McKennie ha messo Edon Zhegrova letteralmente solo davanti al portiere. L’ex Lille, subentrato nel corso della ripresa, ha calciato malamente a lato, sprecando l’occasione che avrebbe potuto valere il 4-0 e, di fatto, la qualificazione. Un errore che pesa come un macigno, perché a pochi minuti di distanza, Victor Osimhen – servito da Yilmaz – ha infilato Perin con un rasoterra letale, riportando i turchi in vantaggio nel computo totale e gelando lo Stadium -8-10. A nulla è valso, poi, il forcing finale, coronato dal 3-2 di Yilmaz in chiusura, che ha solo reso meno amaro il passivo per i bianconeri.

Prima di quel sussulto finale, però, c’è stata la partita della grande reazione. Sotto gli occhi di un pubblico incredulo, la Juventus aveva azzerato il passivo in novanta minuti. Il rigore trasformato da Manuel Locatelli al 37’ aveva aperto le danze, e nella ripresa, nonostante l’inferiorità numerica, i ragazzi di Spalletti avevano messo in campo una determinazione feroce -4. Il raddoppio di Federico Gatti, gladiatore moderno su un cross deviato, e il colpo di testa di Weston McKennie su assist di Koopmeiners avevano scatenato l’entusiasmo, riportando il punteggio in parità e facendo credere a tutti che la notte magica fosse possibile -2-8.

In questo contesto di eroismo collettivo, la prova di Mattia Perin è apparsa sin da subito come un segnale del destino. Due interventi di media difficoltà nel primo quarto d’ora, uno su Osimhen nella ripresa, sono stati la sua maniera per avallare la scelta fatta da Spalletti su di lui, rispondendo presente quando chiamato in causa dopo le ultime uscite di Di Gregorio -10. Accanto a lui, la retroguardia ha retto l’urto: Kalulu ha scelto la strada della prudenza per dare una mano ai due centrali, e la sua presenza ha dato equilibrio a tutta la difesa, ma la sua lucidità in fase offensiva è stata fondamentale nell’azione del 2-0 -2. Gatti, dal canto suo, ha sfruttato la sua stazza per fare pulizia nella sua area e in qualche occasione è andato anche a farsi vedere dalla parte opposta, creando grattacapi a una difesa turca che faticava a contenerlo -2.

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