Addio a Peppino Di Capri, il cantante che portò il “Champagne” nelle notti di Jesolo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Se n'è andato Giuseppe Faiella, per tutti Peppino Di Capri, e con lui si spegne un pezzo di storia della musica leggera italiana. L'artista, che il prossimo 27 luglio avrebbe compiuto 87 anni, è deceduto dopo una lunga malattia che lo aveva ormai indebolito da tempo, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama musicale nazionale.

La sua morte, annunciata nella giornata di oggi, ha immediatamente scatenato un'ondata di cordoglio da parte di colleghi e appassionati, che ne ricordano la carriera straordinaria e l'inconfondibile stile che ha segnato intere generazioni, trasformando le sue canzoni in veri e propri inni senza tempo.

Dall'isola azzurra alle hit parade nazionali

Nato a Capri in una famiglia profondamente legata alla musica – il nonno suonava infatti nella banda dell'isola e il padre gestiva un negozio di dischi e strumenti – Peppino Di Capri ha respirato l'arte fin dalla culla, assorbendo quelle influenze che lo avrebbero reso celebre in tutto il mondo.

La sua ascesa comincia sul finire degli anni Cinquanta, quando, insieme a Renato Carosone, contribuisce a modernizzare la canzone napoletana pur non possedendo, è bene sottolinearlo, la medesima inventiva del maestro, riuscendo però a traghettarla verso sonorità nuove e squisitamente americane, quelle del rock e del twist che imperversavano oltreoceano.

Dal 1958 al 1963, Di Capri piazza un diluvio di successi che scalano le classifiche e risuonano nei juke box dell'epoca, con la sua voce nasale e i capelli ricci che diventano un marchio di fabbrica riconoscibilissimo, capace di attrarre folle oceaniche nei locali e nelle piazze di tutta Italia.

Il legame con Jesolo e le notti indimenticabili

Se Napoli e Capri rappresentano le sue radici, è sulla costa adriatica che Peppino Di Capri ha scritto alcune delle pagine più fulgide della sua carriera dal vivo, diventando il protagonista assoluto delle notti jesolane tra gli anni Sessanta e Settanta. In quel periodo, il lido veneziano era il crocevia del divertimento estivo per antonomasia, e Di Capri ne divenne il re indiscusso, esibendosi nei locali più alla moda e trasformando ogni serata in un evento irripetibile, con le sue esibizioni cariche di energia e quel repertorio che mescolava sapientemente tradizione e modernità.

"Champagne, per brindare a un incontro", recita il celebre verso della sua canzone più famosa, e proprio quella frase, divenuta proverbiale, sembra racchiudere l'essenza di un'epoca spensierata e brillante, dove la musica di Peppino faceva da colonna sonora ai sogni di migliaia di giovani in vacanza, regalando momenti di leggerezza e pura evasione che ancora oggi appartengono all'immaginario collettivo di chi ha vissuto quegli anni.

L'ultimo abbraccio e il cordoglio del mondo dello spettacolo

Tra i primi a rendere omaggio alla memoria dell'artista è stato Renato Zero, che in una lunga e toccante dedica lo ha definito un "faro" e "un porto sicuro" dove rifugiarsi ogni volta, sottolineando la generosità della sua anima verso il pubblico, gli amici e la musica stessa; un abbraccio, quello tra i due cantanti, avvenuto solo pochi giorni prima della scomparsa, che Zero ha voluto ricordare come un momento di luce e vicinanza, a testimonianza del profondo affetto che legava i due artisti.

Le esequie di Peppino Di Capri si terranno domani, domenica, nella sua amata isola del Golfo di Napoli, con una cerimonia che avrà luogo alle 17 presso la Chiesa di Santo Stefano, situata nella celebre piazzetta di Capri, dove amici, familiari e fans potranno dare l'ultimo saluto al cantante; il sindaco, in segno di rispetto e lutto cittadino, ha già firmato un'ordinanza che dispone il lutto ufficiale per l'intera giornata, riconoscendo il valore immenso che l'artista ha rappresentato per la comunità locale e per la storia della canzone italiana.

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