Torino e la sua provincia, l’Epifania del 2026 tra gianduiotti giganti e giochi antichi
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre il nuovo anno prende forma, la provincia di Torino si prepara a congedare il periodo natalizio con una serie di eventi che, dal 3 al 6 gennaio 2026, trasformano piazze e borghi in una ideale continuazione delle festività. Il territorio, lungi dall’essersi già ripiegato nella quiete invernale, propone infatti un calendario fitto di appuntamenti che affondano le radici nella tradizione e che sanno adattarsi al divertimento contemporaneo, offrendo una risposta concreta a chi ritiene prematuro archiviare troppo presto l’atmosfera di condivisione. Si tratta, in buona sostanza, di un percorso che dalle ultime luminarie conduce direttamente alla calza della Befana, passando per esperienze che coinvolgono tanto i residenti quanto i visitatori, in un intreccio voluto tra cultura popolare e svago.
Un dolce omaggio alla storia cittadina
Il clou delle celebrazioni, che coincideranno con il giorno dell’Epifania, troverà uno dei suoi momenti più significativi nello storico Caffè Al Bicerin, luogo simbolo della città da ben duecentosessantatré anni. L’antica sala, la cui fama è legata indissolubilmente all’omonima bevanda calda, ha deciso di omaggiare la cittadinina con un gesto dal sapore antico: la distribuzione di un gianduiotto gigante del peso di dieci chili. L’iniziativa, che si preannuncia come un vero e proprio evento collettivo, vedrà la partecipazione delle maschere piemontesi Gianduja e Giacometta, personificazioni di uno spirito gioioso e generoso, a suggellare un legame tra le generazioni che trova nel cioccolato uno dei suoi linguaggi più universali.
Piazzetta Reale e il ritorno dei passatempi di un tempo
Pochi passi più in là, precisamente nella Piazzetta Reale, l’attenzione si sposterà invece sui giochi della tradizione popolare, quelli che sembrano usciti da un baule dimenticato. A partire dalle ore 16:30 di martedì 6 gennaio, lo spazio antistante Palazzo Reale si popolerà infatti di trottole, birilli e cerchi di legno, invitando grandi e piccoli a cimentarsi in prove di abilità che raccontano di un’epoca in cui l’intrattenimento era fatto di oggetti semplici e ingegno. La presenza della Befana, che girerà tra i partecipanti, fungerà da cornice perfetta per un pomeriggio di scoperta, dove molti potranno per la prima volta comprendere come si divertivano i propri nonni, in un dialogo ideale tra passato e presente che non ha bisogno di particolari mediazioni tecnologiche.
Musei e falò per una festa diffusa
La proposta, peraltro, non si limita al solo centro cittadino ma si ramifica in diverse esperienze pensate per le famiglie. Al Museo A come Ambiente, ad esempio, è in programma il laboratorio “La Befana vien di notte: giochi curiosi e dove trovarli”, un percorso della durata di due ore dedicato alla costruzione e alla scoperta di giocattoli sostenibili. L’appuntamento, a cui si può accedere con una tariffa agevolata per gli accompagnatori, rappresenta solo una delle tante possibilità disseminate per il territorio regionale, dove non mancheranno spettacoli e i caratteristici falò, rituali di purificazione e di augurio che da secoli accompagnano la fine del ciclo festivo in molte località del Piemonte.




