Il commissario Ricciardi torna stasera su Rai 1 tra l’ira dei fan

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Stasera, martedì 18 novembre, Rai 1 propone la terza e penultima puntata de “Il commissario Ricciardi 3”, intitolata “Il purgatorio dell’angelo”, che impegna il personaggio di Lino Guanciale in una delicata indagine sull’omicidio di un religioso, Padre Angelo, trovato senza vita su una spiaggia. Le sue nozze con Enrica, ormai vicine, rischiano così di passare in secondo piano, mentre gli spettatori si interrogano su chi possa aver voluto la morte di una figura tanto stimata e per quali ragioni. La serie, che conferma il suo appeal con performance di ascolto ragguardevoli, si trova al centro di un paradosso, poiché il successo non placa le proteste di una parte del pubblico affezionato.

Il successo e le polemiche

Nonostante il “boom di ascolti”, come viene definito, la programmazione della fiction ha scatenato un malcontento generale tra i sostenitori, i quali accusano la rete pubblica di “prendere in giro” gli appassionati. La critica principale, che ha fatto “arrabbiare tutti”, riguarda l’orario di messa in onda, giudicato troppo tardivo, una scelta che ha alimentato un dibattito acceso sui social e tra gli addetti ai lavori. Molti di loro, infatti, ritengono che un prodotto di tale richiamo meriterebbe una collocazione oraria più accessibile, considerando anche il periodo di repliche per altre serie di simile genere.

L’indagine e i suoi sviluppi

La narrazione, intanto, prosegue con il suo passo caratteristico, ambientato in una Napoli ricostruita con attenzione, dove il commissario – affiancato dal fidato brigadiere Maione, interpretato da Antonio Milo – cerca di districarsi tra i pochi indizi a disposizione. L’assassinio del prete, descritto come un “angelo” e per questo molto amato, presenta contorni particolarmente oscuri, spingendo Ricciardi a scavare in un ambiente che forse nasconde più di quanto non voglia mostrare. La vicenda giudiziaria, trattata con rispetto e senza scadere in dettagli macabri, si concentra dunque sul metodo investigativo e sulle relazioni tra i personaggi, che qualcuno di loro conosceva bene.

Il contesto televisivo

In un panorama dove le serie di intrattenimento di qualità non sono numerose, due serate dedicate a “Il commissario Ricciardi” rappresentano, per molti, un’occasione da non perdere, quasi “una sorta di sogno” per il pubblico generalista. Tuttavia, la felicità per il ritorno è offuscata dalle lamentele sulla gestione della trasmissione, le quali dimostrano come un alto indice di gradimento non sia sufficiente a tacitare le richieste di un trattamento più consono al valore dell’opera. La fiction, del resto, con Lino Guanciale nell’impermeabile iconico, continua a essere un punto di riferimento, nonostante tutto, per chi cerca storie ben costruite e interpretate.

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