Technoprobe, la corsa in borsa non accenna a fermarsi: conti e guidance sorprendono gli analisti
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Redazione Economia
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Non bastava un trimestre da record, a quanto pare, per placare l’appetito degli investitori intorno a Technoprobe; e i nuovi target price fissati da due importanti case d’affari – che ora si spingono fino a 35 euro per azione – raccontano meglio di ogni altra cosa la fiducia che circonda il gruppo quotato al MidCap, specializzato nella progettazione e produzione di probe card per il test dei semiconduttori. Nel dettaglio, è stata Deutsche Bank a compiere il passo più audace, alzando il prezzo obiettivo da 19,5 a 35 euro, pur mantenendo invariato il giudizio (“buy”), mentre il titolo viaggiava intorno a 19,71 euro. Gli analisti della banca tedesca, nel motivare questa scelta, hanno definito i dati del primo trimestre “forti”, aggiungendo – con una sottolineatura non certo banale – che l’outlook per il secondo trimestre appare “ancora più forte”. Parole che, nel linguaggio pacato delle relazioni finanziarie, valgono quasi come un ruggito.
Numeri in forte crescita e la spinta dell’intelligenza artificiale
A dare sostanza a queste valutazioni sono i conti diffusi dalla stessa società relativamente ai primi tre mesi del 2026: ricavi per 187 milioni di euro, in aumento del 19% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e un margine operativo lordo salito a 69,2 milioni, con un balzo percentuale del 44,2%. È un miglioramento che non lascia spazio a interpretazioni contrastanti – la marginalità è schizzata al 37%, guadagnando 650 punti base in un solo anno – e che gli stessi vertici aziendali hanno attribuito, in larga misura, ai maggiori volumi legati all’intelligenza artificiale. Non si tratta, quindi, di un aggiustamento marginale: la leva operativa ha fatto il suo lavoro, e bene, trasformando l’incremento dei volumi in una redditività più che proporzionale.
Il mercato premia senza esitazioni: +35% in una seduta
La reazione di Piazza Affari, del resto, è stata immediata e inequivocabile. Il titolo Technoprobe ha messo a segno un rialzo del 35,67% in una sola seduta, portandosi verso quota 27,63 euro, e la performance settimanale racconta un divario persino più eloquente: +38,05% contro il +2,64% del FTSE Italia Mid Cap. Significa che il mercato ha iniziato a guardare a questa azienda della microelettronica non più come a una semplice protagonista di nicchia, ma come a un vero e proprio volano di settore, capace di staccarsi nettamente dall’indice di riferimento. Gli investitori, insomma, hanno premiato qualcosa che va oltre i singoli numeri: la percezione, ormai consolidata, che Technoprobe abbia intercettato un ciclo strutturale della domanda.
Equita alza il target e rivede al rialzo le stime di Ebitda
Nella stessa scia si è mossa Equita Sim, che ha portato il prezzo obiettivo da 21 a 28 euro (confermato il giudizio “buy”), partendo però da una considerazione ancora più netta: i risultati trimestrali e la guidance “hanno surclassato le aspettative del mercato”. Quel che ha fatto la differenza, spiegano gli analisti, è stata l’entrata in funzione della nuova capacità produttiva – avvenuta ben prima delle previsioni iniziali – in un contesto di domanda legata all’AI che viene definita senza mezzi termini “booming”. Di conseguenza, le previsioni sull’Ebitda per il biennio 2027-2028 sono state aumentate in media del 55%. Un segnale, quest’ultimo, che allontana qualsiasi dubbio residuale sulla sostenibilità della crescita: non si tratta più di un fuoco di paglia, ma di una trasformazione industriale che sta procedendo più velocemente del previsto.




