L'Ocse rivede al rialzo il Pil italiano, ma i Treasury Usa tornano sopra il 5%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Italia crescerà più del previsto nel 2026. Secondo le Prospettive economiche intermedie presentate a Parigi dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, il prodotto interno lordo italiano segnerà un aumento dello 0,9 per cento, in netta accelerazione rispetto al mezzo punto messo a segno nel 2025 e quattro decimi in più rispetto alle attese formulate lo scorso giugno.

Il quadro delineato dall'organizzazione parigina

Per il 2027, invece, la stima resta invariata allo 0,6 per cento. Il ritocco al rialzo riflette una prima parte dell'anno più solida del previsto: secondo il capoeconomista dell'Ocse, Stefano Scarpetta, l'economia italiana ha dimostrato una capacità di tenuta superiore alle attese, sostenuta dai consumi e dagli investimenti pubblici legati al Pnrr, la cui spinta è però destinata a esaurirsi con la conclusione del piano. Sul fronte dei prezzi, l'organizzazione conferma l'inflazione al 3 per cento per il 2026, mentre per il 2027 la stima viene corretta al rialzo dal 2,2 al 2,6 per cento.

Il sell-off sui titoli di Stato americani

Sul mercato obbligazionario statunitense, intanto, si registra una nuova ondata di vendite che ha spinto i rendimenti ai massimi da diversi anni. Il Treasury a cinque anni ha superato la soglia del 5 per cento per la prima volta dal 2007, chiudendo un'asta da 70 miliardi di dollari con un rendimento del 5,033 per cento. Il decennale è salito fino al 5,14 per cento, livello che non si vedeva dal luglio del 2007, mentre il trentennale ha toccato il 5,44 per cento, massimo dal 2004.

La domanda estera è risultata in forte calo, con gli indirect bidder scesi al 54,3 per cento dall'oltre 60 per cento di un mese prima.

Energia, inflazione e politica monetaria

A pesare sui rendimenti concorrono diversi fattori. Il prezzo del petrolio Brent si attesta intorno ai 102 dollari al barile, sostenuto dalla quasi completa chiusura dello Stretto di Hormuz e dalle dichiarazioni del presidente iraniano, che ha legato la libertà di navigazione alla revoca delle sanzioni. L'indice Pmi composito americano è salito a 58,4 punti, il livello più alto dal luglio 2021, alimentando le attese di un ulteriore irrigidimento della Federal Reserve.

Il governatore Michael Barr ha dichiarato che ulteriori aggiustamenti di politica monetaria saranno probabilmente necessari, mentre il presidente della Fed di New York, John Williams, ha definito ragionevole un nuovo rialzo dei tassi entro la fine dell'anno.

La lettura di Confindustria

Sulla stessa lunghezza d'onda si muove il Centro Studi di Confindustria, che nella Congiuntura Flash di settembre ha rivisto al rialzo la stima di crescita per il 2026 allo 0,8 per cento, dal 0,5 indicato in primavera. L'associazione degli industriali segnala tuttavia un rallentamento nella parte finale dell'anno, determinato dal rincaro dell'energia, dall'aumento dell'inflazione e dalla stretta monetaria in corso.

Il gas europeo ha raggiunto i 77 euro per megawattora, massimo dalla fine del 2022, mentre l'inflazione italiana ad agosto si è attestata al 3,3 per cento, trainata proprio dalla componente energetica.

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