Papa Francesco, un mese al Gemelli: lo stato di salute e il futuro prossimo
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Redazione Interno
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Da quel 13 marzo 2013, quando, sotto una pioggia insistente, si affacciò per la prima volta dalla loggia centrale di San Pietro salutando il mondo con un semplice "buonasera", papa Francesco ha vissuto anniversari carichi di significato. Quello di ieri, però, è stato diverso. A un mese esatto dal ricovero al Policlinico Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale, il Pontefice ha festeggiato i suoi dodici anni di pontificato tra le mura dell’ospedale, circondato dal personale sanitario che lo ha omaggiato con una torta e candeline. Un gesto semplice, che ha spezzato la routine di un ricovero ormai lungo, ma che ha anche sottolineato il legame umano che Bergoglio ha sempre cercato di costruire, anche nei momenti più difficili.
Francesco, che ha scelto il nome del santo di Assisi come guida del suo ministero, è oggi una figura centrale nel panorama globale, non solo religioso ma anche morale. La sua voce, che da anni invoca pace, giustizia e rispetto per la dignità umana, risuona con forza in un mondo spesso diviso. Eppure, proprio nel momento in cui entra nel tredicesimo anno del suo pontificato, il Papa si trova lontano dal Vaticano, costretto a una pausa forzata a causa delle sue condizioni di salute.
Il ricovero, iniziato il 31 marzo scorso, ha suscitato preoccupazione tra i fedeli e non solo. La polmonite bilaterale, una patologia che può rivelarsi particolarmente insidiosa, ha richiesto cure intensive e un periodo di osservazione prolungato. Tuttavia, secondo gli ultimi aggiornamenti, il Pontefice è ora fuori pericolo e in via di guarigione. Un dato che ha rassicurato molti, anche se il percorso verso il pieno recupero potrebbe richiedere ancora tempo.
Intanto, mentre Francesco affronta questa battaglia, il mondo cattolico non ha smesso di dimostrargli affetto e sostegno. A Roma, nella basilica di Sant’Apollinare, il rettore della Pontificia Università della Santa Croce, Fernando Puig, ha celebrato una messa in occasione del dodicesimo anniversario del pontificato. Un gesto simbolico, che ha unito preghiera e vicinanza spirituale.
Anche Assisi, città profondamente legata al nome e alla spiritualità di Francesco, ha voluto esprimere la sua gratitudine. Le campane della città, che il 13 marzo 2013 suonarono a distesa per annunciare l’elezione del primo papa a scegliere il nome del santo patrono, hanno ricordato l’anniversario con un messaggio di affetto: "Assisi sarà sempre casa tua". Un abbraccio ideale, che ha sottolineato il legame indissolubile tra il Pontefice e la città umbra, da sempre simbolo di pace e fratellanza.




