La visita di Papa Leone XIV a Pavia, tra i piccoli pazienti del Cnao e la tomba di Sant'Agostino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il profumo dell'incenso si mescolava al caldo afoso di una giornata che sembrava non voler dare tregua, mentre Papa Leone XIV faceva il suo ingresso a Pavia. L'attesa era palpabile, e non solo tra i fedeli. La prima tappa della visita pastorale di sabato 20 giugno è stata una scelta che la dice lunga sul suo pontificato, un atto di attenzione verso un luogo dove la fede incontra la scienza, e dove la sofferenza si trasforma in speranza.

Il Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (Cnao) lo ha accolto non come un semplice ospite, ma come un testimone del suo miracolo quotidiano: la cura dei tumori più complessi attraverso l'energia degli atomi, un'energia che, come ha ricordato il presidente Gianluca Vago, può essere impiegata per curare e non per distruggere.

Il cuore di stoffa e lo stetoscopio: il dono dei bambini

Il momento più intenso e commovente della visita al Cnao, come confermano diverse cronache, è stato senza dubbio l'incontro con i piccoli pazienti. Dieci bambini, accompagnati dalle loro famiglie, hanno atteso il Santo Padre con un dono speciale, creato con le loro mani e con il cuore. L'opera, intitolata "Ti ascolto", è un cuore di stoffa composto da frammenti delle loro stesse magliette, un patchwork di storie e di vite che si uniscono in un unico abbraccio simbolico.

A questo cuore era collegato un piccolo stetoscopio, un oggetto che nella sua semplicità racchiude un messaggio potente: il desiderio di essere ascoltati, di essere visti nella loro interezza, al di là della malattia. "Dio non vuole che nessuno soffra", ha detto il Papa, parole che in quel contesto, in un luogo dove la sofferenza è di casa, suonavano come una promessa di vicinanza e di conforto. Ha poi ringraziato il personale del centro, definendoli "angeli" che operano per volontà divina, e ha sottolineato l'importanza della famiglia come sostegno fondamentale nei momenti difficili.

Un centro d'eccellenza e il connubio tra scienza e fede

Il Papa ha scelto per la sua visita un luogo civile, un centro di ricerca e cura che rappresenta un'eccellenza non solo italiana ma mondiale. Il direttore generale Sandro Rossi, visibilmente emozionato, ha spiegato come l'adroterapia, che utilizza fasci di particelle subatomiche accelerate quasi alla velocità della luce, rappresenti una strada in cui la scienza e la tecnologia si mettono al servizio del paziente. La cifra di oltre 6.000 pazienti trattati, di cui circa 300 bambini e adolescenti, dà la misura dell'impatto di questa struttura, che oggi può contare su un sincrotrone per generare fasci di protoni e ioni carbonio con una precisione estrema, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani. L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, presente all'accoglienza, ha parlato di una visita "commovente e utile" che rappresenta uno stimolo a credere nel lavoro che si fa per assistere chi ne ha bisogno.

D'altronde, il messaggio che è emerso con forza è stato quello di una scienza che non è fine a se stessa, ma che si fa strumento di cura e, come ha ricordato il presidente Vago citando l'enciclica Magnifica Humanitas, custodisce la centralità della persona.

L'abbraccio della città: il percorso tra fede e storia

Lasciato il Cnao, il Pontefice si è immerso nel calore della città, spostandosi in auto verso la Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, cuore spirituale della visita per la sua profonda connessione con il santo a cui si è ispirato nella scelta del suo nome. Qui, davanti alle reliquie di Sant'Agostino, Leone XIV ha celebrato una liturgia della Parola, ricordando a una comunità di fedeli e confratelli l'importanza di essere Chiesa viva, radicata nel territorio e capace di dialogare con la cultura, specialmente quella universitaria. E poi il contatto con la folla, il vero momento di condivisione.

Con un passaggio in piazza Duomo per un saluto ai bambini e alla comunità latinoamericana, ha raggiunto a piedi piazza della Vittoria dove, nonostante il caldo torrido, migliaia di persone lo attendevano. Il suo discorso, a braccio come ha fatto per tutto il giorno, è stato un richiamo alla pace, a una "buona cittadinanza" fatta di dialogo e dedizione, un invito a onorare sempre la dignità di ogni vita umana, concludendo con un messaggio che risuonava come una benedizione per l'intera comunità pavese.

L'organizzazione e il ruolo dei volontari

A rendere possibile questa intensa giornata è stata una macchina organizzativa imponente, con un ruolo fondamentale svolto dalle forze dell'ordine e dai volontari. Come si legge nelle cronache locali, il giallo fluo della Protezione Civile e altre divise hanno presidiato i punti nevralgici della città, garantendo sicurezza e ordine in un evento che ha coinvolto migliaia di persone. Il sindaco di Pavia, Michele Lissia, insieme al prefetto e ad altre autorità, ha accolto il Santo Padre al suo arrivo in elicottero al campo da rugby del Cus di Cravino.

Un impiego di risorse umane notevole, messo in campo per permettere a Papa Francesco (ndr: errore di battitura nel testo di partenza, corretto in Leone XIV) di muoversi con serenità tra le tappe previste, fino alla partenza per Sant'Angelo Lodigiano per la tappa in onore di Santa Francesca Cabrini, la "prima santa degli Stati Uniti" a cui è particolarmente legato.

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