Papa Leone a Pavia: il monito davanti alla tomba di Sant'Agostino e il bagno di folla per il pontefice agostiniano
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
È il giorno di Leone XIV a Pavia, la città che custodisce le spoglie di sant'Agostino, e il Pontefice, religioso agostiniano, si è fermato in silenzio davanti all'urna di bronzo dorato e cristallo che conserva le reliquie del vescovo di Ippona. Un momento di profonda spiritualità che ha rappresentato il cuore della visita pastorale, un ritorno alle radici spirituali del proprio cammino per il Papa che, fin dalla sua elezione, aveva espresso il desiderio di rendere omaggio al Dottore della Grazia, di cui si sente figlio e discepolo.
Il momento saliente della giornata si è consumato nella Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, dove il terzo pontefice in epoca moderna a visitare la città lombarda ha presieduto una celebrazione della Parola e ha venerato le reliquie del santo, accompagnato da oltre un centinaio di frati dell'Ordine di Sant'Agostino giunti da tutta Italia e dalla Curia generalizia.
Il bagno di folla e l'abbraccio della città
Prima dell'ingresso in basilica, il clima sul sagrato era stato più leggero, con il sole a picco e il caldo torrido che non aveva trovato ad Annaba, l'antica Ippona, dove il Papa si era recato ad aprile all'inizio del suo viaggio apostolico in Africa. A Pavia, invece, il pontefice è stato accolto da un fragoroso applauso e da un bagno di folla che ha confermato l'affetto dei fedeli: le autorità hanno confermato la presenza di circa 1800 persone all'interno e all'esterno della chiesa.
Al termine della visita alla basilica, Leone XIV si è fermato a salutare e benedire i pellegrini in attesa in piazza, con particolare attenzione a un gruppo di malati e disabili, prima di proseguire il suo itinerario verso il centro storico, dove ha incontrato la cittadinanza in piazza della Vittoria.
Il monito di Leone XIV: unità e interiorità
Davanti alla tomba di Sant'Agostino, il Papa ha voluto lanciare un messaggio chiaro alla Chiesa e al mondo, richiamandosi alla spiritualità agostiniana fondata sull'unità, sulla comunione e sulla condivisione fraterna per il superamento di ogni tipo di conflitto.
Nel suo discorso ai fedeli riuniti nella basilica, Leone XIV ha esortato a non lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà, invitando a leggere i segni dei tempi attraverso la lente di una fede antica e a riscoprire il valore e il primato dell'interiorità, citando il celebre monito di Agostino: "Non uscire da te stesso, rientra in te stesso; la verità abita nell'uomo interiore".
Il Papa ha poi ricordato che Sant'Agostino "non è nostro, è della Chiesa e la nostra missione è farlo conoscere nella Chiesa", sottolineando che il vescovo di Ippona ha molto da offrire al nostro tempo per accompagnare le persone nel riscoprire la fede e per camminare insieme senza divisioni.
Un pellegrinaggio tra fede e memoria
La visita a Pavia, preceduta da un incontro privato con i confratelli agostiniani nel convento annesso alla basilica, ha rappresentato per Leone XIV un momento di forte valore simbolico, congiungendo idealmente le due sponde del Mediterraneo: dopo il pellegrinaggio ad Annaba, l'antica sede vescovile di Agostino, il Papa si è fermato sulla tomba del santo per accendere una lampada votiva in bronzo che resterà a fianco dell'Arca a ricordare la sua storica visita.
Al termine della celebrazione, mentre veniva intonato il canto agostiniano "Tardi t'amai", il Pontefice si è congedato dalla "casa di Agostino" impartendo la sua benedizione anche a chi aveva seguito i momenti più solenni all'esterno, per poi proseguire il suo viaggio verso Sant'Angelo Lodigiano, dove avrebbe venerato il cuore di Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti e concittadina del Papa, nato a Chicago come la santa.




