Il messaggio di pace di papa Leone: "Basta parole di odio e bullismo". La visita a Pavia e Sant'Angelo Lodigiano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un fragoroso applauso ha salutato l'arrivo di Papa Leone XIV nel piazzale gremito di fedeli, pellegrini e malati in prima fila, davanti alla basilica di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia, in una giornata che resterà a lungo nella memoria della città e dell'intera Lombardia. Il Pontefice, per la sua terza visita pastorale in Italia dopo quelle a Pompei, Napoli e Acerra, ha scelto la terra lombarda per un itinerario sulle orme di due grandi santi: Agostino d'Ippona e Francesca Cabrini, patrona dei migranti.

La visita, che si è svolta il 20 giugno 2026, ha rappresentato per il Papa agostiniano un vero e proprio ritorno a casa, un luogo a lui familiare dove, da priore generale dell'Ordine di Sant'Agostino, si era fermato in preghiera davanti all'Arca che custodisce le reliquie del vescovo di Ippona e aveva officiato liturgie in svariate occasioni.

Basta con le parole di odio

Il momento più atteso è stato senza dubbio il discorso a braccio rivolto alla folla radunata in Piazza Duomo, dove il Papa ha lanciato un messaggio semplice ma profondo, che non lascia spazio a fraintendimenti. "Tutti vogliamo vivere in pace", ha esordito Leone XIV, per poi citare il pensiero di Sant'Agostino: "Se vogliamo cambiare i tempi, se vogliamo che il mondo viva in pace, dobbiamo cominciare con noi stessi. vuol dire: basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il 'bullying' (bullismo), basta con tutte quelle cose che fanno la guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi". Il Pontefice ha quindi esortato tutti a imparare a essere costruttori di pace e promotori di riconciliazione, un appello che arriva in un momento storico in cui la dignità umana appare spesso ferita e calpestata, come aveva già sottolineato il vescovo di Pavia, monsignor Corrado Sanguineti, nei giorni precedenti la visita.

Le tappe della visita pastorale

La giornata del Papa in Lombardia è iniziata con una tappa carica di significato umano: l'incontro al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO), una scelta che riflette la grande attenzione del Pontefice al dialogo tra scienza, progresso e sofferenza umana, dove ha incontrato i vertici, il personale medico e alcuni giovani pazienti accompagnati dai genitori.

Successivamente, si è recato al Convento dei padri agostiniani per un momento privato con i confratelli, accolto dal priore generale dell'Ordine di Sant'Agostino padre Joseph Farrell e dal priore della comunità di Pavia, prima di fare il suo ingresso nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro per la celebrazione della Parola, alla quale hanno preso parte i vescovi della Lombardia, oltre un centinaio di religiosi e religiose della famiglia agostiniana e circa 1800 persone dentro e fuori la basilica.

Alla celebrazione erano presenti anche il vescovo di Cremona, Antonio Napolioni, e il vescovo emerito Dante Lafranconi, i quali hanno accompagnato il Santo Padre nel corteo dei vescovi lombardi. Napolioni ha definito la giornata come "un dono alla Chiesa della Lombardia" e ha sottolineato l'importanza dell'unità e della fede intorno alla memoria di Sant'Agostino, parole che riecheggiano la profonda devozione del Papa verso il Dottore della Grazia, testimoniata anche durante il recente viaggio apostolico in Africa, ad Annaba, l'antica Ippona dove Agostino fu vescovo.

L'omelia nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro

Nell'omelia, Papa Leone XIV ha esortato la Chiesa di Pavia, "comunità di antica tradizione", a non lasciarsi scoraggiare "dal contesto secolarizzato e dalle difficoltà nella trasmissione della fede", e per farlo ha indicato la necessità di uno "sguardo animato dallo spirito della fede" che permetta di "leggere la realtà in modo più profondo".

Il Pontefice ha chiesto una Chiesa che "cammina insieme, capace di rinnovarsi senza dividersi", centrata sull'essenziale, "anche se ciò dovesse comportare la rinuncia a qualche struttura e a qualche sicurezza del passato", perché "l'essenziale è vivere con Cristo, e diffondere il suo Vangelo è ciò che ci deve stare a cuore".

Nel suo discorso, il Papa ha poi rivolto un pensiero ai presbiteri, invitandoli a ritornare "sempre al centro", unificando tutto nella relazione con il Signore, e ha sottolineato l'importanza di accompagnare le persone alla scoperta o alla riscoperta della fede. In questo contesto, la figura di Sant'Agostino brilla di luce preziosa, ricordando il valore e il primato dell'interiorità: "Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell'uomo interiore", ha citato il Papa, evidenziando come questa ricerca di senso emerga "soprattutto negli interrogativi dei più giovani".

Un dono simbolico è stato consegnato al Pontefice dalla comunità agostiniana: una lampada in bronzo con tre alti rami d'ulivo, simbolo della pace che il Papa sta annunciando, e una copia della formella della conversione di Sant'Agostino, che rappresenta il momento del "Tolle lege" e segna il passaggio alla santità del Dottore della Chiesa. La visita si è conclusa nel tardo pomeriggio con il trasferimento in elicottero a Sant'Angelo Lodigiano, dove Leone XIV ha venerato il cuore di Santa Francesca Cabrini, patrona dei migranti, prima del rientro in Vaticano.

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