Ponte sullo Stretto, benefici economici e polemiche
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Redazione Interno
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Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, che continua a suscitare accese discussioni tecniche e politiche, è stato recentemente oggetto di un'analisi condotta da Uniontrasporti con la consulenza tecnico-scientifica di Openeconomics. Tale studio, seguendo le linee guida dell'Unione Europea, ha evidenziato che, a fronte di un investimento attualizzato di 9 miliardi di euro, i benefici complessivi dell'opera, una volta a regime, sono stati stimati in quasi 11 miliardi di euro. Questo si traduce in un valore economico netto positivo per il sistema Paese di poco più di 1,8 miliardi di euro.
Nonostante l'aumento dei costi stimati per la realizzazione del ponte, che hanno raggiunto i 13,5 miliardi di euro a causa del caro-materiali e delle modifiche richieste al progetto esecutivo, la notizia principale è che i benefici supereranno le spese di circa 1,8 miliardi di euro. Il solo maxi-cantiere, infatti, contribuirà alla creazione di 23 miliardi di prodotto interno lordo, costruendo barra d'acciaio dopo barra d'acciaio.
Tuttavia, il progetto non è privo di ostacoli. Il Comune di Villa San Giovanni ha chiesto la sospensione della Conferenza dei servizi istruttoria, inizialmente richiesta fino alla valutazione della Commissione Via Vas. Ora, con l'esito delle 62 prescrizioni, di cui tre quarti devono essere ottemperate prima della presentazione del progetto esecutivo, il Comune ha rinnovato la richiesta di sospensione fino al giudizio di ottemperanza. La sindaca Giusy Caminiti ha espresso preoccupazione per le forzature procedurali e delle tempistiche imposte a colpi di decreto legge.
Il governatore della Sicilia, Renato Schifani, ha rassicurato che i fondi Fsc non verranno intaccati, confermando la massima attenzione della Società Stretto di Messina nei confronti delle raccomandazioni espresse dall'Anac.




