Il Papa a Rimini, l'incontro con Pietro e l'abbraccio dei volontari piacentini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'emozione di un breve colloquio che si trasforma in grazia. Tiziana Corti, madre di Pietro, studente universitario con disabilità, trattiene le lacrime nel rievocare il momento in cui suo figlio ha incontrato Papa Leone XIV, sabato scorso, nei padiglioni del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini. Il Pontefice, durante il suo giro tra i ragazzi disabili presenti in auditorium, si è fermato davanti a Pietro, scambiando con lui alcune parole e donandogli la sua benedizione.

Un gesto semplice, ma dal significato profondo, che ha segnato la giornata della famiglia Corti e che rappresenta uno dei tanti volti dell'accoglienza che ha caratterizzato la visita pastorale del Papa nella città romagnola.

La diocesi di San Miniato e i legami con il nuovo Papa

Il Meeting di Rimini non è stato solo un momento di fede condivisa, ma anche un'occasione per rinsaldare legami territoriali e personali. Tra i pellegrini presenti, non poteva mancare una nutrita rappresentanza della diocesi di San Miniato, guidata dal vescovo Giovanni, che è anche responsabile di Comunione e Liberazione per l'America Latina.

Proprio il vescovo Paccosi, come si vede in una foto che ha fatto il giro dei social, ha avuto modo di salutare il Santo Padre, un incontro reso ancora più significativo dalla presenza di monsignor Marco Billeri, originario di Santa Maria a Monte e sacerdote della diocesi di San Miniato, che da un anno è stato scelto da Papa Leone XIV come suo secondo segretario particolare. Una presenza, quella di Billeri, che testimonia la vicinanza e il legame profondo tra il territorio toscano e il nuovo Pontefice, un legame che si è manifestato in tutta la sua evidenza durante la visita a Rimini.

I volontari piacentini, il coro e l'onda di gratitudine

Il successo della visita di Papa Leone XIV al Meeting di Rimini, per una piccola parte, parla anche piacentino. Erano una trentina, infatti, i volontari aderenti a Comunione e Liberazione provenienti dalla diocesi di Piacenza-Bobbio, impegnati a vario titolo tra i 1.200 membri dello staff della manifestazione, dalla ristorazione all'accoglienza, dalle pulizie ai servizi tecnici. Un'energia silenziosa e operosa che ha contribuito a rendere tutto perfetto per l'arrivo del Papa, ma che si è fatta palpabile anche nei momenti di maggiore solennità.

Durante la celebrazione eucaristica sul porto di Rimini, dove erano presenti 25.000 persone, l'armonia del grande coro di oltre 800 elementi, che ha eseguito il Magnificat composto dal maestro Davide Tura, ha creato un'atmosfera di profonda unità, un'unità più volte richiamata dal vescovo di Rimini, Nicolò Anselmi, nel suo messaggio di saluto finale al Santo Padre. Un'onda di gratitudine e unità che, come riportato da alcune testate locali, ha contagiato tutti i partecipanti.

Il messaggio del Papa contro l'idolatria del profitto

Al di là degli abbracci e delle emozioni, la visita di Papa Leone XIV a Rimini è stata anche un'occasione per ascoltare un messaggio forte e chiaro, che ha riecheggiato nell'auditorium e nelle piazze. Nel suo discorso ufficiale, il Pontefice ha esortato i fedeli, e in particolare i giovani, a liberare le proprie vite dall'"idolatria del profitto" e dai "business della morte", chiedendo di "disarmare lo sviluppo tecnologico ogni volta che diventa invasivo e distruttivo".

Un appello che si inserisce perfettamente nel solco tracciato dalla sua prima enciclica, "Magna humanitas", dedicata alla custodia della persona umana nell'era dell'Intelligenza Artificiale. Il Papa ha anche citato il fondatore di Comunione e Liberazione, don Luigi Giussani, invitando a correre "il rischio educativo", in un'epoca in cui il mondo, come ha detto, ha bisogno di pionieri coraggiosi che si mettano a servizio di un'autentica conversione di popolo, opponendo al realismo della guerra e del riarmo il "realismo della misericordia".

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