Babysitter scomparsa a Milano, ritrovato un cadavere nell'Adda
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Redazione Interno
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Un drone sorvola le acque del fiume Adda, a Zelo Buon Persico, nel lodigiano, sotto il ponte della Paulelense. È qui che, nella giornata di domenica 2 marzo, è stato rinvenuto un cadavere, che si ritiene possa essere quello di Jhoanna Nataly Quintanilla, la babysitter quarantenne scomparsa da Milano nella notte tra il 24 e il 25 novembre. La donna, originaria del Perù, era stata segnalata come dispersa dopo che il suo compagno, Pablo Heriberto Gonzalez Rivas, aveva confessato il delitto, finendo in carcere con l’accusa di femminicidio.
Le indagini, condotte dalla procura di Milano, hanno portato alla luce nuovi dettagli che sembrano confermare la dinamica dell’omicidio. Il giorno successivo alla scomparsa di Jhoanna, Gonzalez aveva chiesto a un amico di prestargli una cantina, probabilmente con l’intenzione di nascondere il corpo della vittima. Una richiesta che, unita a un messaggio inviato la sera precedente – “Non venire che qui l’ambiente è caldo” –, ha spinto i pm a ipotizzare che tra i due ci fosse stata una violenta lite, culminata nell’omicidio.
Il corpo, abbandonato nelle acque dell’Adda, è stato individuato grazie alle operazioni di ricerca coordinate dalle forze dell’ordine. L’autopsia, fissata per il prossimo 6 marzo all’Istituto di medicina legale di Pavia, sarà determinante per confermare l’identità della vittima attraverso un test genetico. Sebbene i dubbi siano pochi, l’esame autoptico servirà anche a chiarire le cause e le modalità del decesso, fornendo ulteriori elementi utili al prosieguo delle indagini.
Intanto, Pablo Heriberto Gonzalez Rivas rimane in carcere, in attesa di affrontare il processo per l’omicidio della compagna. Le sue dichiarazioni, insieme alle prove raccolte dagli investigatori, hanno permesso di ricostruire parte della vicenda, ma molti aspetti restano ancora da chiarire. Tra questi, le motivazioni che avrebbero spinto l’uomo a commettere un gesto così estremo e le circostanze precise in cui si è consumata la tragedia.
Il ritrovamento del cadavere, avvenuto dopo oltre tre mesi dalla scomparsa di Jhoanna, ha riacceso i riflettori su un caso che aveva scosso l’opinione pubblica, soprattutto per la brutalità del presunto delitto e per il profilo della vittima, una donna lavoratrice e integrata nel tessuto sociale milanese. Le immagini del drone, che mostrano il luogo del ritrovamento, hanno aggiunto un tassello cruciale a una vicenda che continua a suscitare interrogativi e a tenere alta l’attenzione delle autorità.




