Egitto-Iran 1-1, i faraoni volano ai sedicesimi: ora sfida all'Australia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Poteva mai essere una gara come tutte le altre? Con tutto quello che è successo alla vigilia, le polemiche e il rischio di un incidente politico, i novanta minuti del Lumen Field di Seattle non potevano certo ridursi a una semplice formalità. Le vicende dei giorni antecedenti la sfida, in una città che si apprestava a vivere il weekend del Pride, con una marcia che sarebbe dovuta essere all'insegna dell'inclusione, avevano acceso i riflettori su quello che era stato definito il Match Pride.

A rendere l'atmosfera ancora più tesa sono state le proteste antigovernative che si sono svolte fuori dallo stadio, dove alcuni manifestanti si sono scontrati con un altro gruppo di persone che sventolava bandiere palestinesi e iraniane; per fortuna la polizia è intervenuta prontamente separando le due fazioni e scongiurando il peggio.

Una partita decisa nei primi quindici minuti

Sul rettangolo verde, a trionfare al termine dei novanta minuti, è stato il brivido. L'Egitto del commissario tecnico Hassan è riuscito a strappare un pareggio prezioso contro l'Iran, chiudendo il girone G al secondo posto e guadagnandosi l'accesso alla fase a eliminazione diretta. La gara si è accesa immediatamente, con entrambi i gol che sono arrivati a ridosso del primo quarto d'ora, quasi come se le squadre avessero deciso di bruciare subito le tappe.

Al quinto minuto, è stata la formazione africana a passare in vantaggio: Trezeguet ha servito a Saber un assist al bacio, e quest'ultimo non si è fatto pregare per infilare la palla alle spalle del portiere avversario. L'Iran, tuttavia, ha reagito con carattere e al quattordicesimo minuto ha trovato il pareggio con un gol di Rezaeian, un jolly che si è poi guadagnato il titolo di miglior giocatore del match conferito dalla Fifa.

L'incubo del rigore e la beffa del Var

Tra le occasioni più significative della prima frazione di gioco spicca senza dubbio l'errore dal dischetto di Taremi, l'attaccante ex Inter che aveva l'opportunità di portare avanti la sua squadra. All'undicesimo minuto, l'estremo difensore egiziano Shobeir si è esaltato, ipnotizzando il bomber iraniano e neutralizzando il penalty con una parata che ha cambiato il momento della partita. Nonostante la chance fallita, l'Iran non si è perso d'animo e ha continuato a spingere, arrivando al pareggio grazie alla rete di Rezaeian che ha riequilibrato le sorti dell'incontro.

Il finale, però, è stato da cardiopalma per i sostenitori della squadra asiatica: al novantatreesimo minuto, quando ormai i tabelloni segnavano il tempo scaduto, Khalilzadeh ha insaccato la palla che valeva la qualificazione, ma il Var è intervenuto per annullare la rete, spezzando i sogni di gloria dell'Iran e scatenando l'esultanza degli egiziani.

Un pareggio che vale la qualificazione

Per l'Egitto, questo pareggio ha un sapore dolcissimo, perché significa approdare ai sedicesimi di finale con il brivido di una qualificazione conquistata sul filo di lana. La squadra di Hassan, che ha dimostrato solidità e capacità di soffrire nei momenti cruciali, adesso se la dovrà vedere con l'Australia, un avversario ostico che rappresenterà un ulteriore banco di prova per le ambizioni dei faraoni in questo Mondiale.

Per l'Iran, invece, la situazione si fa delicata: il punteggio di 1-1, unito al rigore sbagliato e alla rete annullata in extremis, lascia un sapore amaro in bocca e costringe la nazionale a sperare in un ripescaggio tra le migliori terze classificate. Al termine di una partita caratterizzata da tensioni extra-calcistiche e da un agonismo serrato, il campo ha parlato con i numeri, consegnando un verdetto che lascia spazio a speranze e rimpianti in egual misura.

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